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Auto senza guidatore? Quando può arrivare in Italia

di Paola Natali martedì 6 gennaio 2026

2' di lettura

Il 2026 potrebbe segnare la svolta definitiva per le auto senza conducente: quello che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza oggi sta diventando realtà con taxi autonomi, flotte sperimentali e veicoli elettrici robotici pronti a muoversi sulle strade di città europee e americane, aprendo la strada a una mobilità completamente nuova. A Londra, servizi pilota di robotaxi come Waymo One, Cruise Origin e Zoox saranno prenotabili tramite app entro pochi mesi, mentre Las Vegas e Phoenix negli Stati Uniti già ospitano migliaia di taxi autonomi in grado di affrontare traffico, semafori e pedoni senza intervento umano. Non si tratta solo di taxi: Tesla spinge con il suo Cybercab, un veicolo elettrico senza volante né pedali progettato per il trasporto urbano robotico, Mercedes Benz sperimenta la Classe S Autonomous Drive, BMW la iNext Autonomous, mentre Stellantis sta testando flotte di livello 4 capaci di muoversi autonomamente in contesti urbani e suburbani, con test già programmati per il 2026 e un’espansione progressiva nei prossimi anni.

Alla base di tutto ci sono sensori radar, lidar, telecamere e intelligenza artificiale: i sistemi avanzati presentati al CES 2026 permettono ai veicoli di “vedere” l’ambiente circostante, prevedere i movimenti di pedoni e altri veicoli e prendere decisioni in tempo reale, riducendo gli incidenti e migliorando la sicurezza complessiva. Anche nel trasporto collettivo la guida autonoma sta facendo i primi passi verso l’uso reale: negli USA e in Europa si lavora per introdurre minibus autonomi, e la startup May Mobility, in collaborazione con l’italiana Tecnobus, ha mostrato un minibus da 30 posti che potrebbe iniziare i primi test su strada già nel 2026 e arrivare in servizio verso la fine dell’anno anche in contesti urbani italiani.

In Italia, sebbene la guida autonoma totale non sia ancora disponibile per il pubblico, i segnali di cambiamento sono concreti: una coalizione di 60 sindaci italiani, tra cui quelli di Milano, Torino e Genova, ha manifestato interesse per sperimentazioni di guida autonoma “hands off” nel quadro delle norme europee aggiornate, mentre a Brescia è già in corso un progetto di car sharing autonomo con veicoli elettrici del Politecnico di Milano, che percorrono i primi chilometri con guida autonoma come test per futuri servizi urbani. Le sfide non mancano: normativa, sicurezza, responsabilità in caso di incidenti, assicurazioni e adattamento delle infrastrutture stradali restano questioni aperte, ma la curiosità cresce, perché in alcune aree pilota i passeggeri possono già salire su un veicolo senza conducente, selezionare la destinazione tramite app e lasciarsi trasportare senza toccare volante o pedali.

Secondo gli esperti, il 2026 sarà l’anno in cui i veicoli autonomi inizieranno a entrare nella vita quotidiana, cambiando il modo di muoversi in città, riducendo gli incidenti e liberando tempo prezioso per chi viaggia. Taxi che si guidano da soli, auto elettriche robotiche e flotte urbane intelligenti non sono più concetti futuristici: nel 2026 le strade di molte città diventeranno un laboratorio reale della mobilità del futuro, dove l’uomo cede il volante alla tecnologia e inizia una nuova era della guida.

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