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Gastrite, i tre liquidi che ti condannano: cosa evitare

di Paola Natali mercoledì 14 gennaio 2026

2' di lettura

Tra stress, cattive abitudini e alimentazione disordinata, milioni di italiani convivono con un disturbo spesso sottovalutato. Bruciore allo stomaco, digestione lenta, senso di pesantezza dopo i pasti. Sintomi comuni, talmente diffusi da essere spesso normalizzati. Eppure, dietro questi segnali si nasconde molto spesso la gastrite, un’infiammazione della mucosa gastrica che rappresenta uno dei disturbi più frequenti nella popolazione italiana. La gastrite non è una malattia rara né marginale. Secondo i dati epidemiologici disponibili, una quota rilevante degli adulti italiani convive con problemi gastrici, spesso legati alla presenza del batterio Helicobacter pylori, che colpisce circa un terzo della popolazione adulta.

A questo si aggiungono fattori sempre più diffusi come stress cronico, uso prolungato di farmaci antinfiammatori e abitudini alimentari irregolari. Dal punto di vista medico, la gastrite è un’infiammazione della parete interna dello stomaco, la cui funzione è proteggere l’organo dall’azione degli acidi digestivi. Quando questa barriera si indebolisce, l’acidità inizia a irritare i tessuti, provocando dolore e fastidio. La forma acuta si manifesta all’improvviso, mentre quella cronica può accompagnare la persona per anni, spesso con sintomi sfumati ma persistenti. Non si tratta solo di una questione clinica. La gastrite è sempre più considerata una patologia dello stile di vita. Ritmi frenetici, pasti consumati in fretta, cibo pronto, eccesso di caffè e stress continuo mettono lo stomaco sotto pressione, rendendolo più vulnerabile.

Cerchiamo di capire con il dottor Davide Moioli chirurgo generale quanto le abitudini alimentari incidono su questa patologia. Il dottore ci spiga che “ fumo, alcol  ma anche dieta ricca di grassi, fritti e salumi incidono molto sull’ acidità gastrica creando condizioni lesive per la mucosa gastrica. Quindi abitudini alimentari e stile di vita incidono notevolmente. Mangiare male o in modo disordinato è ma uno dei principali fattori che favoriscono l’infiammazione gastrica. Al contrario, una dieta semplice e bilanciata può diventare uno strumento di prevenzione e cura. Importante preferire pasti regolari, leggeri e facilmente digeribili, a base di cereali, carni magre, pesce, verdure cotte e frutta non acida. Da limitare, invece, alcolici, caffè, bevande gassate, fritti, spezie piccanti e cibi troppo grassi, che stimolano la produzione di acido gastrico.” Il chirurgo ci specifica che “la gastrite si può distinguere in acuta e cronica, l’acuta si presenta con un dolore sotto lo xifoide .

La gastrite acuta compare improvvisamente, spesso dopo pasti abbondanti, alcol, farmaci o stress intenso. I sintomi sono immediati e spesso intensi: bruciore, dolore, nausea e senso di pesantezza. Se trattata correttamente, tende a risolversi in breve tempo senza danni permanenti. La gastrite cronica si sviluppa lentamente e persiste nel tempo. I sintomi sono più lievi e intermittenti, ma l’infiammazione continua può danneggiare la mucosa gastrica e aumentare il rischio di ulcere o anemia. Tra le cause più comuni ci sono l’infezione da Helicobacter pylori, l’uso prolungato di farmaci antinfiammatori, il reflusso biliare e abitudini alimentari scorrette. Importante per la diagnosi è la gastroscopia.”

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