Una svolta epocale nel mondo della televisione sta per ridisegnare gli equilibri dell’elettronica di consumo. Sony ha deciso di fare un passo storico: separare la propria divisione Home Entertainment e dar vita a una nuova alleanza industriale con il gruppo cinese TCL, rinunciando al controllo diretto della produzione di tv e sistemi audio domestici.
Nel dettaglio, l’operazione prevede la nascita di una nuova società in cui TCL deterrà il 51 per cento delle quote, mentre Sony manterrà il restante 49. L’accordo è ancora in fase preliminare, ma dovrebbe diventare vincolante entro marzo, con l’avvio operativo previsto per il prossimo anno. Di fatto, la gestione industriale e operativa passerà sotto il controllo della nuova struttura, segnando l’uscita di Sony dalla produzione diretta di televisori.
Per i consumatori, almeno nell’immediato, cambierà poco. I prodotti continueranno a essere commercializzati con i marchi Sony e Bravia, e non sono attesi effetti visibili nel breve periodo. Tuttavia il peso di TCL sulle future linee sarà “significativa”: il gruppo cinese potrà incidere sullo sviluppo dei modelli di nuova generazione, rendendo i televisori più competitivi grazie a costi più bassi e a una filiera produttiva più efficiente. Secondo diversi analisti, potrebbe nascere una nuova generazione di tv capace di combinare la tradizione tecnologica di Sony con la potenza industriale di TCL.
L’intesa nasce in un contesto di forte pressione sul mercato dei televisori, sempre più affollato e caratterizzato da schermi più grandi e margini ridotti. Sony punta così a preservare la qualità della gamma Bravia e il proprio know-how tecnologico, alleggerendosi però di un’attività diventata meno redditizia.