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Lattine alimentari e rischio-sterilità: bisfenolo A, scatta il divieto

di Paola Natali mercoledì 21 gennaio 2026

2' di lettura

Per anni è stato una presenza invisibile ma costante sulle nostre tavole. Il bisfenolo A (BPA), sostanza chimica utilizzata soprattutto nei rivestimenti interni delle lattine e degli imballaggi alimentari, è entrato silenziosamente nella catena alimentare quotidiana. Oggi, però, l’Unione Europea ha deciso di voltare pagina: da gennaio 2025 il BPA è vietato nei materiali a contatto con gli alimenti.

Il bisfenolo A è impiegato principalmente nella produzione di resine epossidiche, utilizzate per rivestire l’interno delle lattine metalliche che contengono cibi e bevande come tonno, legumi, pomodori, zuppe e bibite. Questo strato protettivo serve a evitare la corrosione del metallo e a prolungare la conservazione degli alimenti. Tuttavia, con il tempo e in determinate condizioni – come il calore o lunghi periodi di stoccaggio – piccole quantità di BPA possono migrare dal contenitore al cibo.

Il problema è che il BPA è classificato come interferente endocrino, una sostanza capace di alterare il normale funzionamento del sistema ormonale. Numerosi studi scientifici hanno collegato l’esposizione al bisfenolo A a possibili effetti negativi sulla fertilità, sullo sviluppo fetale, sul metabolismo e sul sistema immunitario. Proprio queste evidenze hanno spinto le autorità sanitarie europee ad abbassare progressivamente i limiti di sicurezza, fino alla decisione più drastica.

La svolta arriva con il nuovo regolamento europeo che dal 20 gennaio 2025 vieta l’uso del bisfenolo A e dei suoi sali in tutti i materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti. Il divieto riguarda un’ampia gamma di prodotti: non solo le lattine per il cibo, ma anche plastiche, vernici, rivestimenti, adesivi e inchiostri utilizzati nel packaging alimentare.

Si tratta di una misura che segna un punto di non ritorno nella politica europea sulla sicurezza alimentare. In realtà l’UE aveva già limitato l’uso del BPA in passato, vietandolo nei biberon per neonati e nei materiali destinati ai bambini più piccoli. Il nuovo provvedimento estende però la tutela a tutta la popolazione, riconoscendo che l’esposizione quotidiana, anche a basse dosi, può rappresentare un rischio per la salute.

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Il regolamento prevede periodi di transizione per consentire alle aziende di adeguarsi: alcuni prodotti già fabbricati potranno essere commercializzati fino al 2026 e, per applicazioni molto specifiche, sono previste deroghe temporanee. Nel frattempo, l’industria sta accelerando la ricerca di materiali alternativi, privi di BPA ma in grado di garantire la stessa sicurezza e durata degli imballaggi.

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Per i consumatori, il cambiamento sarà in gran parte invisibile, ma significativo. Le lattine continueranno a esserci sugli scaffali, ma senza una sostanza considerata potenzialmente dannosa per la salute. Un passo importante verso un sistema alimentare più sicuro e una conferma della linea europea improntata al principio di precauzione. L’addio al bisfenolo A dagli imballaggi alimentari rappresenta così una piccola grande rivoluzione: silenziosa come la sostanza che elimina, ma destinata ad avere un impatto duraturo sulla salute pubblica.

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