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Sonno, così la luce blu dello smartphone ti rovina la vita

di Paola Natali venerdì 23 gennaio 2026

2' di lettura

In un mondo sempre più connesso, lo smartphone è diventato un compagno inseparabile: sveglia al mattino, messaggi, social, video e letture serali prima di dormire. Ma questa abitudine, apparentemente innocua, può avere effetti significativi sulla qualità del sonno, con conseguenze sul benessere fisico e mentale. Gran parte del problema  infatti riguarda la luce emessa dagli schermi, in particolare la cosiddetta luce blu. Questa lunghezza d’onda segnala al cervello che è giorno, sopprimendo la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno veglia. Di conseguenza, usare il cellulare a letto può ritardare l’addormentamento, ridurre la quantità di sonno profondo e aumentare la sonnolenza diurna.

I dati scientifici confermano questi effetti. Una vasta indagine su oltre 45.000 giovani adulti ha rilevato che l’uso dello smartphone nelle ore serali è associato a un rischio di insonnia maggiore del 59% e a una perdita media di circa 24 minuti di sonno per ogni ora di utilizzo prima di dormire. Altri studi hanno evidenziato che chi usa dispositivi elettronici mentre è già a letto tende ad avere più risvegli notturni, maggiore tempo di addormentamento e un battito cardiaco più alto durante la notte rispetto a chi li utilizza in altri momenti della giornata. Non è solo la luce a interferire con il sonno. L’uso del cellulare stimola il cervello: notifiche, social network, messaggi o giochi mantengono alta l’attenzione, impedendo al sistema nervoso di entrare in "modalità riposo". La combinazione di stimolazione mentale e luce blu crea un cocktail perfetto per ritardare l’addormentamento e compromettere la qualità complessiva del riposo.

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Gli effetti non sono temporanei. La carenza di sonno influisce sul metabolismo, sulla memoria, sull’umore e sull’attenzione. Dormire poco o male aumenta il rischio di obesità, ansia e problemi cardiovascolari, creando un circolo vizioso in cui la stanchezza porta a usare ancora di più il cellulare per svago o lavoro. Gli adolescenti e i giovani adulti sono particolarmente vulnerabili: in uno studio, oltre il 97% degli studenti universitari dichiarava di usare dispositivi con luce blu prima di dormire, associando l’abitudine a una qualità del sonno inferiore e maggiore sonnolenza diurna.

Come ridurre l’impatto del cellulare sul sonno? Alcuni accorgimenti semplici possono fare una grande differenza: limitare l’uso del telefono almeno 30–60 minuti prima di dormire, attivare filtri per la luce blu o modalità “notturna” sugli schermi, sostituire lo smartphone con attività rilassanti, come leggere un libro cartaceo o ascoltare musica tranquilla, tenere il telefono lontano dal comodino e disattivare notifiche nelle ore serali.

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Smartphone e sonno non sono nemici inevitabili, ma la gestione dell’uso serale è fondamentale. Piccoli cambiamenti nelle abitudini possono migliorare significativamente la qualità del riposo, aumentando energia, concentrazione e benessere generale. Dormire meglio non significa rinunciare alla tecnologia, ma imparare a usarla in modo più consapevole: un gesto semplice, ma di grande impatto sulla salute a lungo termine.

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