Il virus Nipah (NiV), patogeno zoonotico con un tasso di letalità tra il 40% e il 75%, ha riacceso l’allarme in India. Nel Bengala Occidentale, come aggiornato al 23 gennaio 2026, sono stati confermati cinque casi positivi, tutti legati a un cluster ospedaliero.Il focolaio è emerso in un ospedale privato di Barasat, vicino a Calcutta.
Il caso indice è un uomo deceduto prima dei risultati dei test. I contagiati sono operatori sanitari (medici e infermieri) esposti durante il contatto con pazienti. Le autorità hanno tracciato circa 200 contatti: un centinaio sono in quarantena preventiva per 21 giorni e, al momento, risultano negativi e asintomatici.Due pazienti – un’infermiera e un altro operatore – sono stati trasferiti all’ospedale per malattie infettive di Beleghata, Calcutta, in terapia intensiva. L’infermiera mostra segni di miglioramento, ma l’altra paziente resta in condizioni molto critiche.Il periodo di incubazione varia da 4 a 14 giorni (fino a 45 in rari casi). I sintomi iniziali ricordano l’influenza: febbre, dolori muscolari, cefalea, brividi, disturbi gastrointestinali.
Nei casi gravi evolve in encefalite, convulsioni, insufficienza respiratoria e coma.Il Nipah è trasmesso principalmente dai pipistrelli della frutta (reservoir naturale), che possono contagiare maiali o contaminare alimenti vegetali (come succo di palma dattero crudo). Può diffondersi anche da uomo a uomo, soprattutto in ambito sanitario, come avvenuto qui.Identificato per la prima volta nel 1999 in Malesia e Singapore, ha causato focolai ricorrenti in India (soprattutto Kerala), Bangladesh e Filippine. Il professor Matteo Bassetti ha commentato su X: l’India «si sta muovendo rapidamente per contenere un’epidemia di virus Nipah nello stato orientale del Bengala Occidentale, dopo la conferma di cinque casi, tra cui medici e infermieri infettati». Ha aggiunto: "Sono state adottate tempestivamente misure locali di quarantena e sorveglianza, ma si teme una rapida diffusione". Ha ribadito: "Non esiste vaccino né cura ed è considerato un agente patogeno ad alto rischio dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. È associato a un alto tasso di mortalità tra il 40 e il 75% a seconda dell'epidemia e del ceppo virale coinvolto".