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Virus marino passa all'uomo per la prima volta: "Danni permanenti alla vista"

domenica 12 aprile 2026
Virus marino passa all'uomo per la prima volta: "Danni permanenti alla vista"

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Una inquietante prima volta, quella di un virus marino che fa un salto di specie e passa all'uomo. A lanciare l’allarme è l’infettivologo Matteo Bassetti, che su X ha richiamato l’attenzione su una ricerca pubblicata su Nature Microbiology. "Per la prima volta, un virus marino ha fatto il salto di specie, causando una grave infezione oculare con perdita della vista in un essere umano. Il virus marino - ha spiegato Bassetti - è passato da animali acquatici all'uomo, provocando sintomi oculari gravi e molto rari. Si pensava che l'agente patogeno, noto come Covert Mortality Nodavirus (CMNV), infettasse solo invertebrati e pesci".

Lo studio citato descrive nel dettaglio gli effetti dell’infezione sull’uomo, chiarendo come il CMNV sia in grado di provocare una forma persistente e particolarmente aggressiva di infiammazione oculare. "Uno studio pubblicato su Nature Microbiology ha rivelato che il virus causa una uveite anteriore virale ipertensiva oculare persistente (POH-VAU) negli esseri umani", ha aggiunto.

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I pazienti colpiti presentano disturbi che ricordano il glaucoma, con conseguenze potenzialmente irreversibili. "I pazienti infetti da questo virus marino manifestano sintomi simili al glaucoma, tra cui una grave infiammazione e una pressione intraoculare pericolosamente elevata che può portare a danni permanenti alla vista e alla cecità. La trasmissione sembra essere principalmente legata alla manipolazione o al consumo di frutti di mare crudi, con la maggior parte dei casi che coinvolgono individui che hanno lavorato a stretto contatto con specie acquatiche", ha spiegato ancora Bassetti.

Un elemento che preoccupa particolarmente gli esperti è la capacità del virus di adattarsi a diversi organismi. "È allarmante constatare che il virus presenta un'ampia gamma di ospiti, infettando invertebrati, pesci e mammiferi, un livello di adattabilità che ha sbalordito la comunità scientifica. Gli oceani rappresentano oggi una nuova frontiera per le malattie infettive che possono avere un impatto diretto sulla salute umana", ha concluso l'infettivologo.

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