CATEGORIE

Un nuovo metodo diagnosticopotrebbe sostituire il test PSA

La ricerca coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia e il Dipartimento di Scienze Urologiche del Policlinico Umberto I di Roma, fornisce un metodo affidabile per oltre il 90 per cento dei casi
di Maria Rita Montebelli domenica 13 ottobre 2019

3' di lettura

Un nuovo test ideato nei laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità, potrebbe essere in grado di diagnosticare il tumore alla prostata senza ricorrere alla biopsia. Il metodo, i cui risultati sono stati pubblicati su ‘Cancers’ è stato messo a punto grazie a uno studio clinico prospettico frutto di una collaborazione con l’Unità di Neuroimmunologia dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia e con il Dipartimento di Scienze Urologiche del Policlinico Umberto I di Roma. Il nuovo test è stato applicato su 240 campioni, dimostrandone la precisione diagnostica pari al 100 per cento di specificità (nessun falso positivo) e al 96 per cento di sensibilità. In base a questi risultati su 100 pazienti 96 potrebbero non avere bisogno di ulteriori approfondimenti diagnostici e con l’allargamento della base dei dati si potrà arrivare, in tempi relativamente brevi, a una procedura decisionale ottimale che renderà necessarie ulteriori analisi invasive a numero minimo di pazienti. Ciò renderà possibile cambiare in modo significativo la gestione clinica del paziente colpito da cancro alla prostata consentendo anche di intervenire con una prevenzione secondaria molto più efficace basata sia su terapia chirurgica che medica. “Fino ad oggi il dosaggio della PSA sierica – cioè il dosaggio dell’antigene prostatico specifico  non era in grado di operare efficacemente la discriminazione tra le patologie maligne e quelle benigne che spesso coesistono nello stesso paziente – afferma Stefano Fais del Dipartimento Oncologia e Medicina Molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità – grazie a questo nuovo test, invece, attraverso un semplice prelievo ematico è possibile diagnosticare la natura della neoplasia grazie alla possibilità di caratterizzare e quantificare i livelli plasmatici di exosomi che esprimono la PSA”.  Gli exosomi (vescicole extracellulari di dimensioni nanometriche), che la gran parte delle cellule del nostro organismo rilasciano, servono infatti a trasportare e a scambiare diversi tipi di molecole tra le cellule, tanto da essere considerate ormai la principale sorgente di biomarcatori di malattia. Nel caso del cancro prostatico trasportano una PSA che per molti aspetti è diversa dalla classica PSA solubile presente nel siero. Nello studio sono state dimostrate, grazie al confronto dei valori della PSA sierica con quelli degli EXO-PSA, l’elevata sensibilità e la specificità del Test rispetto all’incapacità della PSA sierica nel distinguere il cancro della prostata da tutte le altre condizioni, compresa l’iperplasia prostatica benigna.  “Si tratta di un Test di altissima precisione – afferma Alessandro Sciarra del Dipartimento di Scienze Materno infantili e Scienze urologiche del Policlinico Umberto I – vantaggioso innanzitutto per i pazienti che non devono sottoporsi a ulteriori indagini invasive e psicologicamente non devono sopportare lo stress dell’attesa dei risultati. Inoltre, l’uso diffuso di questo test può notevolmente ridurre la spesa sanitaria, evitando cioè i costi di ulteriori approfondimenti diagnostici”. Quindi, in base ai dati dello studio pubblicato su ‘Cancers’ saranno possibili studi di screening basati su EXO-PSA sulla popolazione maschile a livello mondiale. Per l’Istituto Superiore di Sanità hanno partecipato al lavoro, oltre a Stefano Fais, Mariantonia Logozzi, dello stesso dipartimento che ha messo a punto ed eseguito la totalità dei test, mentre l’analisi statistica è stata eseguita, in collaborazione con il Dipartimento Ambiente e Salute, da Alessandro Giuliani. Il policlinico Umberto I ha curato sia la raccolta dei dati clinici dei pazienti che la raccolta dei campioni e L'IRRCS Fondazione Santa Lucia di Roma, grazie alla collaborazione di Daniela Angelini, ha messo a punto le analisi cito-fluorimetriche. (EUGENIA SERMONTI)

tag
CANCRO DELLA PROSTATA
DOSAGGIO PSA SIERICA
STEFANO FAIS
EXOSOMI
EXO-PSA
ALESSANDRO SCIARRA
MARIANTONIA LOGOZZI
ALESSANDRO GIULIANI
DANIELA ANGELINI
EUGENIA SERMONTI
ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ
ISS
FONDAZIONE SANTA LUCIA
DIPARTIMENTO DI SCIENZE UROLOGICHE DEL POLICLINICO UMBERTO I DI ROMA

La dimora estiva del Duce Villa Mussolini a Riccione, ecco che cosa diventerà

Punturine sospette Farmaci per dimagrire, allarme in Italia: cosa sta succedendo

Iss, gli astronauti abbandonati da 9 mesi nello spazio salvati da Musk: l'impresa in un giorno

Ti potrebbero interessare

Villa Mussolini a Riccione, ecco che cosa diventerà

Caterina Maniaci

Farmaci per dimagrire, allarme in Italia: cosa sta succedendo

Iss, gli astronauti abbandonati da 9 mesi nello spazio salvati da Musk: l'impresa in un giorno

Sunita Williams e Barry Wilmore bloccati sulla Stazione spaziale: rientro rinviato, ecco perché

Colesterolo e cuore, la terapia personalizzata e i segnali da non sottovalutare

Quando si parla di colesterolo, il rischio è sempre lo stesso: semplificare troppo. In realtà non si tratt...
Paola Natali

Emorragie, stop in 5 secondi: la scoperta dei coaguli sintetici

Un’emorragia grave può diventare fatale in pochi minuti, soprattutto in contesti di emergenza dove l’...
Paola Natali

Batteri, la tossina che si trova nei giardini e che diventa un farmaco

Nei terreni di parchi, giardini e campi di tutto il mondo si nasconde un universo microscopico ancora in gran parte da e...
Paola Natali

Cervello, non solo genetica: ecco come proteggerlo al meglio

Invecchiare bene non significa soltanto vivere più a lungo, ma riuscire a conservare autonomia, relazioni, lucidi...
Paola Natali