CATEGORIE

Una combinazione efficacecontro il tumore del polmone

Presentati da Roche dati incoraggianti sull’uso dell’anticorpo monoclonale atezolizumab insieme a farmaci chemioterapici per il trattamento dei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule (Sclc) esteso
di Maria Rita Montebelli domenica 30 settembre 2018

2' di lettura

Il carcinoma polmonare miete ogni giorno più di 4.800 vittime ogni giorno nel mondo. Un killer spietato contro il quale i ricercatori cercano incessantemente nuove terapie. Nel 15 per cento dei casi, chi riceve una diagnosi di tumore del polmone si trova ad affrontare una forma particolarmente maligna e aggressiva, il carcinoma polmonare a piccole cellule (Sclc). Ebbene per questo gruppo di pazienti Roche ha un’importante notizia: atezolizumab in combinazione con la chemioterapia ha dato prova di efficacia  come trattamento in prima linea per i pazienti affetti da carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso. Insieme, le due terapie migliorano significativamente la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione. A dimostrarlo i risultati studio di fase III Impower 133, che sono stati presentati in occasione del Congresso mondiale sul cancro al polmone 2018 (Wclc) che si è svolto a Toronto nei giorni scorsi e pubblicati in contemporanea dal New England journal of medicine. “I risultati ottenuti con atezolizumab in associazione alla chemioterapia nel trattamento iniziale del carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso rappresentano un importante passo in avanti dopo oltre 20 anni di lotta contro questa malattia - ha affermato Sandra Horning, Roche’s chief medical officer e head of global product development - Il nostro obbiettivo è quello di ricercare soluzioni terapeutiche per tutti i tipi di carcinoma polmonare e desideriamo collaborare con le autorità sanitarie globali per rendere disponibile atezolizumab il prima possibile ai pazienti che combattono contro questa forma di cancro ai polmoni particolarmente difficile da trattare”. Atezolizumab è un anticorpo monoclonale progettato per interferire con una proteina chiamata programmeddeath ligand-1 (Pd-l1), espressa sulle cellule tumoralie sulle cellule immunitarie. Inibendo la proteina Pd-l1, atezolizumab può attivare ilinfociti T - cellule fondamentali della risposta immunitaria - ripristinando la loro capacità di rilevare in modo efficace le cellule tumorali e di attaccarle. Inoltre, atezolizumab potrebbe essere utilizzato in associazioni con altre immunoterapie, con target therapy e con varie chemioterapie tradizionali per il trattamento di un’ampia gamma di neoplasie maligne. (MATILDE SCUDERI)

tag
TUMORE DEL POLMONE
CARCINOMA POLMONARE
CARCINOMA POLMONARE A PICCOLE CELLULE
SCLC
ATEZOLIZUMAB
CHEMIOTERAPIA
PD-L1
IMPOWER133
ONCOLOGIA
TUMORE
CANCRO
NEOPLASIA
SANDRA HORNING
MATILDE SCUDERI
ROCHE

La ricerca scientifica Tumore al pancreas, la terapia a 3 farmaci: risultati clamorosi

Segnali di richiamo Tumori e infiammazioni, così "si spengono" le cellule

Parla l'esperto Tumore al colon-retto, la scelta quotidiana che ti condanna

Ti potrebbero interessare

Tumore al pancreas, la terapia a 3 farmaci: risultati clamorosi

Paola Natali

Tumori e infiammazioni, così "si spengono" le cellule

Paola Natali

Tumore al colon-retto, la scelta quotidiana che ti condanna

Paola Natali

Melanoma, il vaccino ad hoc: crolla del 49% il rischio recidiva

Vita senza sesso? La ragione è scientifica: cosa svela lo studio

Cosa significa vivere senza aver mai avuto una relazione sessuale nel corso della vita adulta? È una domanda che,...
Paola Natali

Stress, il lato oscuro delle relazioni: come accelerano l'invecchiamento

Le relazioni sociali sono spesso considerate una delle principali risorse per la salute e il benessere umano. Amici, fam...
Paola Natali

Innamoramento, perché accade? La risposta sta nelle nostre nonne

Perché gli esseri umani formano legami di coppia stabili mentre i nostri parenti più stretti, come gli sci...

Sclerosi multipla, i 2 batteri intestinali che innescano la malattia

Per anni i ricercatori hanno sospettato che una parte della risposta alla sclerosi multipla potesse trovarsi nell’...
Paola Natali