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Picato gel, un’innovazione contro la cheratosi attinica

Intervista con il professor Giovanni Pellacani (nella foto), Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università di Modena e Reggio Emilia
di Maria Rita Montebelli giovedì 24 aprile 2014

3' di lettura

Quali sono le opzioni attualmente disponibili per il trattamento della cheratosi attinica? Quali sono i limiti maggiori dei farmaci utilizzati fino a questo momento? Il trattamento delle cheratosi attiniche consiste nella scelta tra diverse opzioni attualmente disponibili, a seconda della complessità del quadro clinico. Per cercare di semplificare, in caso di lesioni singole/isolate si può optare per trattamenti diretti alla lesione, quale per esempio crioterapia o laser. Invece, se, come frequentemente accade, abbiamo più lesioni in aree di cute fotodanneggiata (cosiddetto campo di cancerizzazione), allora il trattamento deve mirare a curare sia la lesione sia la cute fotodanneggiata, onde prevenire la comparsa di nuove lesioni sulla stessa area cutanea o la recidiva delle precedenti. Questi trattamenti, cosiddetti “di campo”, hanno diverse modalità di esecuzione/applicazione, diversa potenza, e diversa durata. Tra questi ricordiamo la terapia fotodinamica, solitamente svolta in ospedale, che prevede l’applicazione di un prodotto fotoattivo per alcune ore seguito dalla applicazione di luce rossa o blu. Tale trattamento richiede solitamente 2 sedute ed ha una buona efficacia. In diversi casi la seduta genera una sensazione di dolore, che talora porta alla sua interruzione. Come prodotti topici efficaci per le cheratosi attiniche in Italia abbiamo imiquimod, che agisce attraverso la stimolazione del sistema immunitario, e diclofenac con acido ialuronico, che agisce attraverso l’inibizione di vie di segnale legate alle prostaglandine. Il primo, molto efficace, richiede l’applicazione per alcune settimane (in genere 4). Come effetto collaterale spesso è responsabile di una reazione cutanea molto intensa che, se da un lato è efficace a risolvere la patologia, dall’altro è una causa che induce alla interruzione precoce del trattamento. Il secondo invece è estremamente ben tollerato, ma l’efficacia può essere limitata dalla necessità di protrarre il trattamento per 90 giorni circa. Da oggi è disponibile anche in Italia un innovativo farmaco per la cheratosi attinica che si differenzia radicalmente dalle altre terapie topiche attualmente a disposizione: Picato, gel per uso topico a base di ingenolo mebutato. Qual è il meccanismo d'azione di questo gel? Picato gel è un prodotto attivo sulle cheratosi attiniche e sul campo di cancerizzazione che agisce efficacemente e rapidamente, e che richiede solo 2-3 giorni di applicazione. Presenta un meccanismo di azione duplice. Inizialmente genera una necrosi del tessuto attraverso una azione diretta sui mitocondri, seguito da una risposta immunitaria, prevalentemente guidata da granulociti neutrofili, cellule addette alla difesa immunitaria rapida, “di prima linea”. E quali sono le differenze riscontrate rispetto agli altri farmaci? A questo duplice meccanismo sono legati sia i vantaggi sia alcune importanti aspetti che contraddistinguono questo farmaco, quali: • la breve durata della terapia (il paziente applica il prodotto per soli 2 o 3 giorni, a seconda della sede della lesione), che permette di avere una altissima aderenza, cioè il paziente completa praticamente sempre il trattamento così come prescritto dal medico; • l’efficacia sia sulle lesioni che sul campo, generando una reazione sull’intera area trattata; • la limitata e breve durata della reazione locale. Infatti quando un paziente usa il farmaco, questo genera, intrinsecamente al suo meccanismo d’azione, una reazione cutanea locale molto apparente, con arrossamento e comparsa di vescico-pustole. Tuttavia queste sono limitate all’area di applicazione, non sono dolenti, e, soprattutto, sono di breve durata, risolvendo in pochi giorni dal termine della terapia. (IS. SER.)

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Cheratosi attinica
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