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1° cura monosettimanale contro il diabete di tipo 2

Arriva in Italia exenatide a rilascio prolungato, il primo farmaco monosettimanale in grado di migliorare il controllo glicemico nei pazienti con diabete di tipo 2, favorendo anche una maggiore aderenza
di Maria Rita Montebelli venerdì 28 marzo 2014

4' di lettura

Diabete, malattia “subdola” per il 60% dei pazienti italiani. Peerchè fonte di grande imbarazzo per 1 diabetico su 3, perché può amplificare la depressione in 1 caso su 4, come conferma l’indagine “Il sapore amaro del diabete” promossa da AstraZeneca e realizzata da Doxa Pharma su un campione di duemila italiani rappresentativi della popolazione maggiorenne, tra cui circa 160 pazienti diabetici. Non solo, ma il diabete ha come nemico numero uno l’aderenza alla terapia: il 40% dei diabetici confessa di non assumere regolarmente i farmaci. Le innovazioni si adattano alle esigenze individuali dei pazienti e oggi, infatti, gli esperti plaudono all’arrivo in Italia dell’exenatide a rilascio prolungato: il primo farmaco monosettimanale per migliorare il controllo glicemico nel diabete di tipo 2, la cui facilità di somministrazione può anche favorire una maggiore aderenza alla terapia, con ripercussioni positive sulla qualità di vita dei pazienti. Diabete senza freni. L’8% della popolazione adulta globale ‒ pari a 382 milioni di persone nel mondo ‒ ha il diabete: una cifra che è più che raddoppiata negli ultimi dieci anni (erano 170 milioni nel 2000) e che è destinata a crescere ulteriormente a causa dell’obesità e della sedentarietà. “Nel 2035 si calcola che sulla Terra ci saranno circa 1 miliardo tra diabetici o persone a rischio. È un dato preoccupante ‒ spiega Stefano Del Prato, Professore di Endocrinologia Università di Pisa ‒ soprattutto perché il diabete comporta un aumento del rischio di complicanze anche gravi, oltre che di ricovero ospedaliero in generale. Oggi circa il 30-35% dei pazienti ricoverati negli ospedali italiani è affetto da diabete o presenta alterazioni della glicemia. È fondamentale intervenire in termini di diagnosi precoce e di controllo glico-metabolico ottimale. Oggi la nuova terapia con exenatide a rilascio prolungato fornisce un’ulteriore opportunità per raggiungere un controllo ottimale della glicemia e, cosa non meno importante, permette una riduzione del peso corporeo”. Il nemico “aderenza”. Il 40% dei diabetici italiani non assume regolarmente i farmaci: i pazienti più indisciplinati sono gli uomini e i single, mentre la vita di coppia pare avere un effetto positivo sull’aderenza (il 71% dei diabetici sposati o conviventi segue il trattamento)1. “Il diabete ‒ commenta il professor Salvatore Caputo, Presidente di Diabete Italia ‒ è una patologia cronica e i pazienti che ne sono affetti devono convivere con questa malattia 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana per 365 giorni all’anno. Un problema tipico delle malattie croniche come il diabete è proprio l’aderenza. Ecco perché è importante concentrarsi anche sulla ‘facilità’ di somministrazione dei farmaci e l’ultima novità, in questo senso, è l’introduzione di exenatide a rilascio prolungato: l’innovazione apportata dalla somministrazione monosettimanale può consentire maggiore libertà nella gestione della terapia, con ripercussioni positive sulla qualità di vita”. Dal Mostro di Gila alla terapia. Exenatide a rilascio prolungato è la prima e unica terapia ipoglicemizzante monosettimanale contro il diabete di tipo 2, indicata per i pazienti che non hanno raggiunto un adeguato controllo glicemico con la dose massima tollerata delle terapie orali. Il farmaco è la versione sintetica di una proteina derivata dalla saliva del Mostro di Gila: una delle più grandi lucertole del mondo. Questo rettile vive nei deserti americani e, grazie al proprio metabolismo lento, è capace di garantire il proprio fabbisogno di cibo con solo 3 pasti all’anno. “La grande novità terapeutica ‒ spiega Francesco Giorgino, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Università degli Studi Aldo Moro di Bari ‒ riguarda proprio la nuova formulazione di exenatide a rilascio prolungato: il farmaco viene incapsulato in microsfere biodegradabili che, iniettate sotto cute una volta alla settimana, rilasciano gradualmente il principio attivo nel sangue. Oltre al vantaggio della somministrazione settimanale, che può favorire una maggiore aderenza, la nuova terapia permette di ottenere una riduzione della glicemia senza esporre al rischio di un eccesso di azione insulinica e quindi di ipoglicemia. Inoltre, la formulazione a rilascio prolungato di exenatide promuove il senso di sazietà e favorisce così la riduzione del peso corporeo, con una maggiore efficacia nel controllo dell’iperglicemia e una minore incidenza degli effetti collaterali”. “L’arrivo in Italia di exenatide a rilascio prolungato ‒ dichiara Nicola Braggio, Presidente di AstraZeneca Italia ‒ rappresenta un significativo passo avanti compiuto dalla ricerca scientifica: un nuovo farmaco che arricchisce un portafoglio unico di terapie innovative contro il diabete di tipo 2, una malattia che sta raggiungendo proporzioni enormi in tutto il pianeta e che AstraZeneca ha scelto di contrastare. Crediamo che rispondere alle reali esigenze dei pazienti sia fondamentale per vincere la lotta al diabete, una sfida che impone un progetto di lungo termine che costituisce un pilastro fondamentale nella strategia della nostra azienda”. “Siamo orgogliosi – aggiunge Gilberto Riggi, Direttore Medico di AstraZeneca Italia – di poter mettere a disposizione dei pazienti italiani e della classe medica un’innovazione terapeutica come exenatide a rilascio prolungato, che ci permetterà di fronteggiare meglio le necessità mediche insoddisfatte dei pazienti diabetici. Il nuovo farmaco può infatti contribuire a semplificare la gestione della terapia, migliorare l’aderenza e avere così ripercussioni positive sulla qualità di vita di milioni di persone con diabete di tipo 2”. (LARA LUCIANO)

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