Ci sono rimedi che hanno un sapore antico, rimedi che si tramandano da secoli e un ingrediente antico e poco conosciuto in Occidente che negli ultimi anni sta tornando alla ribalta nelle cucine di chi cerca naturalità e benessere è il kuzu. Derivato dalla radice della pianta Pueraria lobata, una liana originaria dell’Asia orientale, questo amido naturale è da secoli protagonista della tradizione alimentare giapponese e della cultura macrobiotica. Si presenta in piccoli pezzi bianchi irregolari o in polvere, ma dietro l’aspetto semplice si nasconde un prodotto dalle molteplici virtù. il kuzu è apprezzato per le sue proprietà benefiche, riconosciute soprattutto nella tradizione orientale. Altamente digeribile essendo un amido quasi puro, risulta leggero per l’apparato digestivo e ben tollerato anche da chi ha uno stomaco sensibile. Ha un effetto lenitivo sulle mucose intestinali. Quando viene sciolto e cotto in acqua, forma una consistenza gelatinosa che può contribuire a calmare irritazioni e infiammazioni lievi dello stomaco e dell’intestino. Aiuta inoltre la regolarità intestinale e può sostenere l’organismo nei momenti di debolezza. La bevanda calda a base di kuzu è spesso consumata durante raffreddori o stati influenzali, come supporto leggero e facilmente assimilabile.
Questa radice è anche un addensante naturale e raffinato, in cucina viene apprezzato soprattutto nelle zuppe, vellutate, salse e dessert acquistano una consistenza morbida, setosa e leggermente lucida grazie a questo amido, che ha il vantaggio di non alterare il sapore dei cibi. Rispetto ad altri addensanti più comuni, come la maizena, il kuzu è considerato più delicato e digeribile.
Dal punto di vista nutrizionale, il kuzu contiene principalmente carboidrati complessi e piccole quantità di minerali. Nella radice della pianta sono presenti anche isoflavoni, composti vegetali studiati per il loro potenziale effetto antiossidante. Tuttavia, è importante ricordare che il kuzu non è un farmaco e non sostituisce cure mediche: il suo ruolo è quello di alimento funzionale, inserito in un contesto di dieta equilibrata.
La preparazione è semplice ma richiede un passaggio fondamentale: il kuzu va sempre sciolto prima in acqua fredda. Solo successivamente può essere aggiunto al liquido caldo. Una volta portato a ebollizione, si attiva il suo potere addensante e il composto diventa trasparente, segno che è pronto. Questo procedimento vale sia per le ricette salate sia per la bevanda tradizionale, che si consuma calda e a piccoli sorsi. Oggi il Kuzu è riscoperto da chi predilige un’alimentazione naturale e consapevole. È apprezzato nelle cucine vegetariane, vegane e macrobiotiche, ma sta trovando spazio anche nella gastronomia contemporanea attenta alla qualità degli ingredienti.