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Sostenibilita

Con la riqualificazione energetica del parco edilizio italiano -60% dei consumi

Gli edifici costruiti tra gli anni '50 e '80 sono i maggiormente inefficienti

Lo rileva uno studio elaborato dall'Enea e contenuto nel "Rapporto sulla green economy" realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea, presentato oggi a Ecomondo-Key Energy di Rimini

7 Novembre 2012

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Con la riqualificazione energetica del parco edilizio italiano -60% dei consumi
Lo rileva uno studio elaborato dall'Enea e contenuto nel "Rapporto sulla green economy" realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea, presentato oggi a Ecomondo-Key Energy di Rimini

Rimini, 7 nov. - (Adnkronos) - Intervenendo sul parco edilizio italiano costruito tra gli anni '50 e '80, quello maggiormente inefficiente dal punto di vista energetico, per un totale di 5.610.992 unità, si potrebbe raggiungere un obiettivo di riduzione dei consumi energetici pari al 60%. Lo rileva uno studio elaborato dall'Enea e contenuto nel "Rapporto sulla green economy" realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea, presentato oggi a Ecomondo-Key Energy di Rimini, in occasione degli Stati generali della Green Economy.

Secondo lo studio, gli edifici monofamiliari potrebbero passare da un indice medio di consumo specifico riferito ad unità di superficie pari a 160 kWh/mq a 64 kWh/mq, mentre per i plurifamiliari si passerebbe da 130 kWh/mq a 52 kWh/mq. I risparmi indicati sono quelli ritenuti conseguibili utilizzando meccanismi di incentivazione che fanno riferimento al meccanismo del 55%, e che prendono in esame interventi a "pieno edificio", e al conto energia termico in via di definizione. Le valutazioni sono state elaborate ipotizzando interventi a pieno edificio e prevedendo di intervenire su quote percentuali (3%, 5% e 10%) del parco edilizio preso in considerazione, raggruppando gli edifici in due tipologie: monofamiliari (il 65% del parco totale) e plurifamiliari.

Dallo studio si evince che, nella ipotesi di promuovere interventi di riqualificazione per il 3% del parco esistente di edifici monofamiliare e plurifamiliari, si può ottenere un risparmio sui consumi energetici annui pari a 3.826 GWh, ossia circa 0,33 Mtep/anno, fornendo un contributo significativo al raggiungimento degli obbiettivi nazionali in materia di efficienza energetica.

Affinché questa ipotesi si traduca in realtà, suggerisce il Rapporto, sarà necessario rivedere il quadro dei criteri di incentivazione e, soprattutto, mettere a punto una nuova strategia per definire strumenti finanziari superino le attuali barriere e difficoltà di accesso al credito o di possibilità di spesa.

Sempre secondo il "Rapporto sulla green economy", attraverso la riqualificazione energetica di 11.000 uffici pubblici (circa l'80% del totale), 30.000 edifici scolastici (il 57% del totale) e 70 mila di social housing, si potrebbe ottenere un risparmio energetico potenziale, al 2020, di circa un milione di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), pari alla riduzione del 33% dei consumi attuali degli edifici presi in considerazione.

Per sostenere tali interventi, secondo il Rapporto è necessario prevedere forme di incentivazioni adeguate che potrebbero trovare applicazione nella creazione di un fondo nazionale a supporto di interventi in grado di far conseguire prefissati livelli di alta efficienza energetica. Il fondo, che potrebbe essere di tipo rotativo, potrebbe fornire supporto attraverso prestiti a tassi agevolati, prestiti legati a indici di prestazione, o altri strumenti di garanzia per la condivisione del rischio, affiancandosi ai canali finanziari tradizionali per facilitare l'accesso al credito.

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