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Sostenibilita

Dalla Banca Mondiale alle Nazioni Unite è allarme riscaldamento globale

In occasione della 18° Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici che si è svolta a Doha

La concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera è passata dai circa 278 parti per milione (ppm) dell'epoca preindustriale agli oltre 391 ppm registrati a settembre 2012

7 Dicembre 2012

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Dalla Banca Mondiale alle Nazioni Unite è allarme riscaldamento globale
La concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera è passata dai circa 278 parti per milione (ppm) dell'epoca preindustriale agli oltre 391 ppm registrati a settembre 2012

Doha, 7 dic. - (Adnkronos) - Riflettori accesi sui cambiamenti climatici e a preoccupare è il riscaldamento globale. Ma a lanciare l'allarme, in occasione della 18° Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici che si è svolta a Doha, non sono solo le associazioni ambientaliste e questa volta la preoccupazione è trasversale. Lo dimostra la pubblicazione di due importanti rapporti, uno a firma della Banca Mondiale e l'altro dell'Unep, il programma Ambiente delle Nazioni Unite.

Il rapporto della World Bank, "Turn Down the Heat. Why a 4°C Warmer World Must Be Avoided" (letteralmente, "Abbassare il fuoco. Perché un mondo più caldo di 4°C deve essere evitato"), realizzato dal Potsdam Institute for Climate Impact Research, rileva che la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera è passata dai circa 278 parti per milione (ppm) dell'epoca preindustriale agli oltre 391 ppm registrati a settembre 2012: la più alta concentrazione mai registrata negli ultimi 15 milioni di anni.

Anche le emissioni di anidride carbonica, che ad oggi si attestano sui 35 miliardi di tonnellate l'anno, potrebbero diventare 41 miliardi di tonnellate entro il 2020, avverte il rapporto, mentre la temperatura media globale della superficie terrestre è incrementata di 0.8°C dai livelli preindustriali ad oggi. Insomma, un evidente cambiamento climatico è stato indotto dall'intervento umano dal 1960 ad oggi, intensificando la frequenza e l'intensità delle ondate di calore ed esacerbandone gli effetti. In diverse regioni del mondo le precipitazioni estreme e la siccità sono aumentate in intensità e frequenza e, dagli anni Cinquanta del secolo scorso, la quota di superficie del pianeta interessata da situazioni di temperature elevate è aumentata di almeno 10 volte.

A fronte di questo scenario allarmante, le decisioni e le politiche messo in campo dai governi finora sono troppo modeste per poter invertire la rotta. E' il giudizio contenuto nel "The Third Emission Gap Report 2012" dell'Unep che lancia l'allarme sulle emissioni e prevede, in mancanza di un cambiamento radicale, un innalzamento della temperatura media della superficie terrestre che potrebbe raggiungere i 5°C entro questo secolo.

Stando al rapporto dell'Unep, per cercare di mantenere tale riscaldamento sotto i 2°C, entro il 2020 le emissioni globali devono essere ridotte intorno una media di 44 miliardi di tonnellate di Co2 equivalente, ma gli attuali impegni dei vari paesi difficilmente potranno raggiungere questo risultato e, anche se realizzati, le emissioni supererebbero comunque il limite di 44 miliardi sopra citato di almeno 8 miliardi di tonnellate, un valore quasi equivalente alle emissioni annuali degli Stati Uniti.

Per mantenere i livelli di riscaldamento globale tra 1,5 e 2° C, l'Unep invita a puntare su efficienza energetica, energie rinnovabili, stop a deforestazione e miglioramenti nelle pratiche agricole, lavorare sulle emissioni del trasporto marittimo e aereo.

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Commenti all'articolo

  • renzoslabar

    renzoslabar

    16 Dicembre 2012 - 19:07

    A riscaldamento AGW supposto finanziamenti certi. "Forse per il Principio di Precauzione" è già stata fatto il calcolo di 2'900 G€ (miliardi di euro) e solo per l'europa, il costo per "governare" il clima. Chi ha fatto questi calcoli? Le banche "of course". Ecco un grafico del climatologo Cliff Harris e del meteorologo Randy Mann http://1.bp.blogspot.com/-HQCJE7CYY3o/UHnd4x_Z8TI/AAAAAAAAAZI/ibE693C7w30/s1600/Global+Warming+italiano.JPG Penso non sia necessario aggiungere altro se non una massima del prof. Carlo Cerofolini: Quello che non è economicamente sostenibile non lo pure ambientalmente. Renzo Riva Buja - UD

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