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Dalla tradizione all'innovazione, il nuovo volto imprenditoriale dell'aglio

Alla Fattoria dell'Aglio la Bandiera Verde della Cia

21 Dicembre 2012

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Dalla tradizione all'innovazione, il nuovo volto imprenditoriale dell'aglio
Alla Fattoria dell'Aglio la Bandiera Verde della Cia

Roma, 21 dic. - (Adnkronos) - L'aglio di Caraglio è un'antica cultivar locale alla quale il dialetto piemontese ha anche dedicato un detto: Chi ed Caraj l'han piantà i aj, i an nen banai e son secai" (quelli di Caraglio hanno piantato l'aglio, non l'hanno innaffiato e l'hanno seccato). Ripescando a piene mani nella tradizione, due giovani imprenditrici si sono reinventate la coltivazione e il commercio dell'aglio di Caraglio, aggiungendo un pizzico di fantasia, ed è così che è nata la Fattoria dell'Aglio che quest'anno si è anche aggiudicata la Bandiera Verde della Cia, la Confederazione Italiana Agricoltori.

Le piemontesi Sandra Arneolo e Debora Giarino, in realtà, a fare business con l'aglio non ci pensavano proprio. La prima aiutava il marito nella sua azienda agricola, la seconda faceva la mamma a tempo pieno con un trascorso da fioraia. Un po' per gioco hanno avviato questa coltivazione dell'aglio che, siccome "non è un'attività molto remunerativa, con lunghi tempi di lavorazione e attrezzature costose", raccontano le due all'Adnkronos, hanno ripescato un po' nella tradizione, un po' hanno inventato un nuovo modo di utilizzare l'aglio trasformandolo in un goloso ingrediente per creme e cioccolatini.

Limitato ricorso ai trattamenti fitosanitari, scerbatura manuale senza diserbanti chimici, essiccatura naturale su graticci sono i procedimenti tradizionali della lavorazione dell'aglio, quelli utilizzati un tempo, che stanno alla base della modernità dei prodotti che queste giovani imprenditrici realizzano con il loro aglio tipico e biologico. Si va dalla crema all'aglio da abbinare a pesce, verdure e formaggi, al sale aromatizzato, fino ai cioccolatini. Oggi Sandra Arneolo e Debora Giarino guidano la "Fattoria dell'aglio", rigorosamente biologica, "con grandi soddisfazioni e gratificazioni, tra cui quella di vedere un prodotto povero come l'aglio rinascere", spiegano. Il segreto? Scegliere la varietà adatta, in questo caso un aglio particolarmente delicato; seguire il processo lungo tutta la filiera, dal campo al barattolo, prediligere la vendita diretta. "Tutto ciò ci consente di monitorare il prodotto e garantirne la qualità".

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