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Non è l'arena, Massimo Giletti e la sfida impossibile della domenica sera: "Ecco il mio obiettivo"

21 Settembre 2019

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Massimo Giletti, Non è l'Arena

La domenica è sacra anche per chi fa televisione. Lo dice il palinsesto: in quest' ultimo scampolo di fine settimana si concentrano le forze di tutti i canali. Per qualche ragione - ovviamente pubblicitaria - oggi è diventato fondamentale presidiare la domenica sera, anzi vincerla. Bisogna prevalere, costi quel che costi. Così ciascuna rete schiera nel giorno del Signore il suo cavallo di razza, sprezzante della concorrenza altrui.

La prima a calare l' asso è Rai Uno: disfatasi di Fabio Fazio è tornata a programmare fiction. Ha puntato prima sulle repliche di Commissario Montalbano, ora su quello che dovrebbe essere (ma non lo è) la sua versione in rosa: la fiction gialla Imma Tataranni, al debutto da domani. Canale 5 si tiene invece stretta Barbara d' Urso alla guida della corazzata Live - Non è la d' Urso.

PURE I CUOCHI
Sempre la domenica, sbarca su Nove un altro volto di grande richiamo: Chef Rubio. Il suo nuovo programma è Rubio - alla ricerca del gusto perduto e come tutte le sue trasmissioni ha originalità da vendere: basta vederne 10' per rimanerne ipnotizzati. Rai Tre rilancia con Camilla Raznovich, che conduce Il borgo dei borghi, Italia 1 si rifugia nei film (domani c' è la prima tv di Doctor Strange) e poi ovviamente ci sono le partite del posticipo su Sky, che hanno il loro peso specifico in termini di ascolti sottratti alle reti in chiaro.

Ebbene, in questo carnaio di agguerrita controprogrammazione, rispunta anche Massimo Giletti: domani torna in onda su La 7 con la Non è l' Arena. «Rimanendo alla domenica sera tentiamo una strada difficilissima. Si potrebbe dire che una volta c' era solo il Papa, mentre adesso sono arrivati cardinali, arcivescovi, badesse: io sono un prete di periferia perché ho pochissimi mezzi», ammette Giletti. «Quest' anno se arriveremo al 6% sarà grasso che cola. È una sfida impegnativa, da vincere puntando sui contenuti: anche i preti di periferia possono dare fastidio».

Dunque, vediamo quali saranno i contenuti della prima puntata. Il comunicato stampa annuncia: Matteo Renzi , il caso Bibbiano e... Pamela Prati. Giletti, che fino a ieri accusava Barbara d' Urso di esaltare il nulla, si misura dunque sul medesimo terreno. I più maliziosi leggono in questa scelta la volontà di vincere facile, ma lui replica: «Il giornalismo è andare al di là di quello che ci viene venduto: scavare, verificare le fonti, trovare la verità. Sul caso Prati farò informazione, vedrete». E ribadisce: «Non mi occuperò di Mark Caltagirone ma di quello che la tv sta diventando: le ragioni per cui il sottobosco diventa bosco».

IL DOCUMENTO
Il conduttore avrebbe dalla sua un documento «che mi meraviglio non sia stato trovato da chi, per mesi, si occupa del caso. Il giornalista vero, se lavora sotto una testata giornalistica, deve dire la verità quando la scopre». I riferimenti impliciti a Barbara d' Urso si sprecano: «Ho imparato a non fare la tv contro e a rispettare gli altri: ognuno risponde alla sua deontologia», getta acqua sul fuoco Giletti, per poi aggiungere: «Bisogna però smettere di fare tv senza un minimo di morale deontologica».

A sua volta, anche la d' Urso ha deciso di giocare sullo stesso terreno di Giletti visto che, se Matteo Renzi va su La7, lei domani sera avrà ospite Matteo Salvini. «Nella prima puntata abbiamo sempre un uomo di governo», si difende Giletti, «Inviteremo in seguito Salvini: chi pensa che lui non tiri più in tv, si sbaglia di grosso. Da animale televisivo so riconoscere i miei simili».

di Francesca D'Angelo

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