Si sa, il "Concertone" del Primo Maggio a Roma è uno dei templi della polemica politica. Ma in questo caso, in questo 2026, c'è una piccola polemica con sfumature politiche, polemica tutta televisiva, che lo precede.
Il punto è che ci sono stati attimi concitati nel corso della conferenza stampa di presentazione del Concertone che si è tenuta in Rai, il tutto per il caso di presunti accrediti negati ad alcuni giornalisti televisivi di emittenti differenti da Viale Mazzini a cui è stata inviata dalla Rai stessa una email in cui si chiedevano le ragioni della presenza al Concertone (circostanza che equivale alla prassi nel caso di richiesta di accrediti).
Ad innescare il caso un inviato del programma Tagadà, di La7, che ha parlato senza mezze misure di "censura". Accuse a cui ha risposto in modo netto Incoronata Boccia, capo ufficio stampa Rai, la quale ha spiegato che si è trattato di una mera questione di tempistiche di presentazione della richiesta: le richieste di accredito hanno delle deadline entro le quali essere presentate e quelle deadline non sono state rispettate. Ma insomma, tutto fa brodo: ogni occasione, per La7, è buona per accusare di "censura" la Rai.