Il prossimo 5 giugno Stefania Sandrelli farà 80 meravigliosi anni. E per l'occasione, ecco che si concede a una lunga intervista a Repubblica, in cui ripercorre la sua carriera, parla dei suoi amori e degli affetti e rievoca una vicenda che la ha toccata che riguarda l'Inps e la sua pensione.
L'attrice, tra i volti più amati del cinema italiano, guarda al passato con serenità, ricordando un'infanzia felice a Viareggio nonostante il dolore per la perdita del padre quando aveva appena otto anni. E tra i capitoli più intensi della sua vita c'è inevitabilmente quello legato a Gino Paoli, una storia d'amore che ha segnato profondamente entrambi.
"Mi dicevano: Che ci fai con quel bruttone?. Ma ero pazza di lui", racconta Sandrelli, ricordando il primo incontro da adolescente e un legame che, pur tra difficoltà e sofferenze, considera unico. "Penso che difficilmente possa esistere un amore più grande del nostro". Un rapporto durato oltre sette anni e rimasto vivo nella memoria dell'attrice anche dopo la separazione.
Ma nell'intervista trova spazio anche una vicenda spigolosa, quella che l'ha vista scontrarsi con l'Inps sul tema delle pensioni degli artisti. Una battaglia giudiziaria che la ha segnata nel profondo. Sandrelli ricorda infatti il caso delle pensioni inizialmente riconosciute e successivamente contestate dall'istituto previdenziale, con tanto di richiesta di restituzione delle somme percepite.
"Abbiamo vinto nei due gradi di giudizio, la Cassazione ha azzerato". Un esito che l'attrice ha vissuto come una vera e propria umiliazione. "Mi sono sentita ferita, ho capito che non era solo per i soldi ma per la libertà e l'idea di perdere questa casa". Parole che tratteggiano il peso emotivo di una vicenda che andava ben oltre l'aspetto economico. "Il giorno della lettera mangiavo e piangevo, per l'umiliazione", confessa. Per Sandrelli quella casa rappresenta infatti un rifugio, il luogo degli affetti e della quotidianità condivisa con il compagno Giovanni Soldati.
"Oggi sono felice quando faccio colazione in cucina", racconta. Un gesto semplice che per lei vale molto più di qualsiasi successo professionale. Infine, una riflessione intima sul significato della propria casa e della serenità ritrovata: "Qui posso stare con il mio compagno Giovanni. Perfino la morte sarebbe più dolce", conclude Stefania Sandrelli.