"Quando morirò seppellitemi in una vigna, acciocché possa ridare alla terra tutto quello che ho bevuto nella mia vita": Francesco Guccini, morto oggi all'età di 86 anni, lo aveva detto un po' di tempo fa a proposito della sua futura scomparsa, come riportato nella biografia curata da Giorgio dell'Arti. In un'intervista a Concetto Vecchio, invece, quando gli era stato chiesto se pensasse talvolta alla morte, aveva risposto. "Sono in pista di lancio. Voglio essere cremato". Oggi nella nota con cui la famiglia ha dato notizia della sua morte, si legge che "nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata". Poi, però, si aggiunge che "per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre".
Ad Andrea Scanzi del Fatto Quotidiano, invece, aveva confidato: "I miei genitori mi hanno insegnato a stare basso: mi hanno cresciuto 'masato'. Sempre basso profilo. Questo mi ha reso insicuro e molto timido. Non ho assolutamente autostima. Anche durante i concerti ero terrorizzato, come quando davo gli esami all’università". Sul suo ultimo concerto, a Vecchio, disse: era "a Bologna. Il 3 dicembre 2011. Ero raffreddato. Presi venti gocce di paracodina, e siccome la voce non migliorava ne presi altri venti. E fu un errore, perché ebbi un mancamento. C’erano dei miei amici medici che mi volevano portare al pronto soccorso. 'No, andiamo a cena', risposi. In quel momento decisi che quello era stato il mio ultimo concerto".
Quando Scanzi gli chiese se fosse giusto far studiare qualche sua canzone nelle scuole, lui rispose: "Qualcuna sì. Mi fa piacere, ma la cosa di cui vado più orgoglioso è far parte di un’antologia Meridiana Mondadori dedicata ai più grandi scrittori italiani di racconti del Novecento. Essendo sotto sotto un fighetto snob, ha dato più gioia al mio ego questo riconoscimento di qualsiasi canzone".