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Marco Damilano, a "Il cavallo e la torre" stravolge perfino il Vangelo

di Tommaso Lorenzini sabato 23 dicembre 2023

 Marco Damilano

2' di lettura

Non ha senso reclamare per legge il presepe nelle scuole, usato per dividere, e poi chiudere le frontiere alle famiglie che scappano dalle guerre e dalle persecuzioni. Come faceva e ha fatto quella che da Betlemme fuggiva in Egitto circa duemila anni fa». Più che “Il cavallo e la torre”, l’intemerata che confeziona Marco Damilano su Rai 3 è un “pacco e contropacco”, un’autorete gigantesca della quale, tuttavia, in pochi si accorgono, vuoi per una diffusa superficialità sulla materia, vuoi perché dai maestrini della sinistra ci si aspetterebbe per lo meno un’oggettività sostanziale, anche se ormai sappiamo che quasi mai è così. Si tende spesso a prestare poca attenzione a quello che propinano costoro, non ci stupisce perciò che, usando il Natale cristiano per attaccare il governo Meloni sulla gestione dei migranti, Damilano offra ai suoi telespettatori un regalo con dentro una tagliola, alterando verità storiche e religiose, rifilando colossali falsi.

Gesù non è mai stato profugo. Gesù non apparteneva a una famiglia di poveracci fuggiti in cerca di un futuro migliore. Giuseppe era un artigiano, un dignitoso falegname che discendeva « dalla stirpe di Davide e anche per questo aveva preso in sposa Maria, ancella del Tempio (come riferiscono i Vangeli apocrifi). Quando «quella famiglia» si stava spostando da Nazareth a Betlemme, viaggio durante il quale è nato Gesù, non stava scappando da «guerre e persecuzioni» ma semplicemente lo faceva per assolvere agli obblighi del censimento, dovere dei cittadini dell’impero romano, disposto per decreto di Cesare Augusto. Nessuno chiuse loro le porte in faccia, Maria «diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo» (Lc 2, 7).

E, dopo il censimento, Gesù e i suoi fecero ritorno a Nazareth. Chissà, forse Damilano confonde gli episodi. Gesù, Giuseppe e Maria dovettero davvero lasciare la loro terra (Matteo 2,13-23) ma non c’è alcun senso nel paragonare la fuga dalla minaccia di Erode a quella dei migranti che il governo Meloni lascerebbe annegare in mare. Dopo che l’Angelo appare in sogno a san Giuseppe per dirgli di fuggire in Egitto e salvare il Bambino, la Sacra Famiglia si trasferisce dalla Palestina all’Egitto, entrambe province romane. Evidentemente per Damilano neanche il Vangelo è vangelo...

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