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DiMartedì, Elly nella morsa di Conte e Vannacci: la profezia di Mieli

Le insidie per il centrosinistra? Per l'editorialista del Corsera sono due: l’avvocato e leader del Movimento 5 Stelle e il generale e leader di Futuro Nazionale
di Claudio Brigliadori giovedì 11 giugno 2026

2' di lettura

Le insidie per il centrosinistra? Sono due: l’avvocato e il generale. Ne è convinto Paolo Mieli, che ospite di Giovanni Floris a DiMartedì in un faccia a faccia con Giuseppe Conte parte subito in quarta: «Qui manca un’idea chiara di leadership», spiega l’editorialista del Corriere della Sera riguardo al campo largo. C’è di più: «Io sono convinto che le primarie tra voi sarebbero devastanti, anche in nome di uno stesso programma». E allora che fare? «Lei non se ne abbia a male incalza Mieli rivolgendosi a Conte - ma io sono un tifoso dal primo momento di Elly Schlein, è una persona che giudico magnetica. Non se ne abbia a male e non si arrabbi... Però devo dire che a questo punto della vicenda penso che la Schlein dovrebbe cedere la candidatura a Conte e chiarirla subito, e se poi vogliono fare le primarie per santificare questa candidatura... Sa perché lo dico? Perché strutturalmente il Pd si porta il suo volumone, ma devono porsi il problema che se non mettono a frutto la leadership di Conte, secondo me il Movimento 5 Stelle è destinato a disperdersi».

«Non la votano la Schlein, insomma», sintetizza Floris... «Mah, magari per fedeltà la votano ma non avranno la motivazione ad andare in massa al voto». «Schlein ha fatto un gran lavoro, il partito era al 17%, lei lo ha fatto crescere e l’ha tenuto insieme - blandisce Elly l’ex premier -. L’elettorato dei 5 Stelle va motivato. Non voglio dire che devo essere io il leader, ma per i 5 Stelle sarebbe la prima volta alle urne in coalizione e sicuramente le difficoltà ci sono».

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C’è però un’altra incognita e si chiama Roberto Vannacci. «Il fenomeno sta nascendo in modo sorprendente e preoccupante per il centrodestra ed è qualcosa che può andare oltre, ha già quasi raggiunto come consistenza elettorale la Lega e guardate che può prendere voti a tutti», ammonisce Mieli, quasi implorando Conte. «Presidente... può prendere voti a tutti e quando dico tutti intendo proprio tutti e quindi per me mettere in campo quell’ipotesi non è da rimandare alla vigilia delle elezioni. Se dovete prendere delle decisioni, prendetele subito. L’idea che prenda voti solo a destra è sbagliata, può prenderli anche da quello che è stato il vostro bacino storico». 

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