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Che tempo che fa, i dubbi della Sarzanini sull'attentato di Mosca: "Isis? Cosa non torna"

domenica 24 marzo 2024

2' di lettura

"Non sappiamo cosa c'è nella testa di Vladimir Putin, ma non sappiamo ancora tante cose sull'attentato di Mosca". Fiorenza Sarzanini, giornalista di punta del Corriere della Sera, esprime più di un dubbio sull'identità dei terroristi che hanno ucciso 137 persone venerdì sera alla Crocus City Hall di Mosca.

Poche ore prima, l'Isis ha pubblicato il video della strage girato dal telefonino di uno dei terroristi. La Sarzanini, però, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa sul Nove, si concentra sui video degli interrogatori sommari dei militari russi a due dei presunti terroristi fermati nella notte tra venerdì e sabato mentre erano in fuga verso l'Ucraina. "Hanno detto di essere stati pagati 5.000 euro. Non funziona così con l'Isis, i terroristi islamici non vengono mai pagati". Un dettaglio che aprirebbe scenari inediti sui "mandanti" della carneficina, che secondo il Cremlino sono da ricercare in Ucraina. In ogni caso, taglia corto la penna del Corsera, "secondo me può succedere qualcosa di brutto per tutti".

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Inquieto è anche Massimo Giannini, editorialista di Repubblica in collegamento con Fazio: "Putin non è un dilettante, fa tutto per un obiettivo. Ogni volta che ha subito un contraccolpo, pensate a Prigozhin, lui lo rivolge a suo vantaggio. Questa volta, persino di fronte ai video che l'Isis ha voluto replicare proprio perché Mosca fa finta che non esistano, beh, lui continua a inseguire la pista ucraina, perché lui è lì che vuole andare a parare". 

"Penso che l'idea di fare fronte comune contro l'Isis non  lo sfiora nemmeno, gli interessa accelerare perché vede l'irresolutezza dell'Occidente. Nemmeno il Cremlino parla più di operazione militare speciale, la chiama guerra. Speriamo che non usi il nucleare tattico, a cui più volte ha accennato, e che questo Bataclan di Mosca gli serva solo per aumentare il numero dei coscritti, perché ha perso 300mila soldati e deve rinforzare il fronte. Se poi pensasse a una offensiva con il nucleare, allora si apre uno scenario che non voglio neanche considerare".

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