All'angolo

David Parenzo sconvolto chiede aiuto a Riotta: "Gianni, aiutami tu..."

Claudio Brigliadori

Il mondo brucia, l’Europa è ufficialmente diventata il playground bellico di un confronto potenzialmente letale tra Nato e Russia ma per qualcuno la colpa è solo degli Stati Uniti, modello Grande Satana. Prendete Ugo Mattei: professore e giurista, portavoce e volto tv dei No Green pass ieri e anti-americano oggi, sempre, comunque.

David Parenzo lo invita a L’Aria che tira su LA7, sfidando il buon senso. «Che idea si è fatto di questo attentato a Mosca e di questa idea ossessiva di Putin che continua a parlare di Ucraina?». Si scatena l’inferno. «Non c’è una reale contraddizione nell’immaginare che siano coinvolti l’Isis e gli interessi che da mesi sostengono la causa ucraina attraverso operazioni di formazione delle milizie che vengono utilizzate in questa guerra». Doveva a parare Mattei?

Sta davvero, sotto sotto, dando ragione allo Zar? «Io credo che questa sia stata in senso tecnico una moral operation, come quelle inventate dal generale Donovan durante la Seconda guerra mondiale, che serve a sconvolgere le carte. L’Isis va letta nel quadro della lettura di Assange, l’Isis è assolutamente un prodotto degli Stati Uniti, non si può più far finta di vederlo». «No aspetta aspetta - lo interrompe Parenzo -, cosa vuol dire?». Bisbigli sconvolti in studio da parte di Cecilia Sala. Il conduttore si appella a Riotta: «Gianni, aiutami tu perché...».

 

Mattei però è un bulldozer: «È un dato confermato dalle carte di Assange ed è la ragione per cui Assange rischia 170 annidi galera. Sono uscite le prove che gli americani avessero messo in piedi una finta ambasciata a Bengasi allo scopo di trasferire le armi di Gheddafi ai jihadisti contro Assad. O parliamo di geopolitica o giochiamo». Parenzo allarga le braccia, ma Mattei è sicuro: «Non solo prodotto degli Stati Uniti, ma anche dell’Arabia Saudita». Ah beh.