Paolo Mieli guarda al futuro. "Se la sinistra non presenta una sua legge elettorale che le dà la garanzia che quando vince, sta cinque anni come la Meloni, allora inevitabilmente si andrà in quei pastrocchi che nel decennio passato abbiamo conosciuto", esordisce Mieli ospite de L'Aria Che Tira nella puntata in onda giovedì 21 maggio. Per il giornalista "esiste un solo personaggio, sto chiedendo a tutti chi si può chiamare se non Mario Draghi... Ha esperienze di governo, esperienza politica". Poi rivolgendosi a David Parenzo: "Tu conosci un'altra persona?". Anche in quel caso la risposta è negativa: "No".
In ogni caso - prosegue Mieli - "a Elly Schlein converrebbe mandare avanti Giuseppe Conte. Primo perché ha vent'anni di meno. Secondo perché Conte lo ha già fatto e ha un titolo in più. Oltretutto sarebbe più facile vincere". Il motivo? "Conte riempirebbe il Movimento 5 Stelle che bilancerebbe il Pd che si riempie da solo, come fatto dal Pci... Potrebbe fare un ragionamento sofisticato. Fossi la Schlein farei esattamente questo, so che ti fa ridere".
E i sondaggi sembrano dare ragione al giornalista. L'ultima rilevazione, quella di Bidimedia, su ipotetiche primarie della coalizione progressista fornisce un quadro degli attuali rapporti di forza tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle e area centrista. Risultato? Schlein è la più favorita. La segretaria dem raccoglierebbe il 37,5 per cento delle preferenze, staccando Conte, fermo al 26,5. A pochi punti percentuali dall’ex premier invece la sindaca di Genova Silvia Salis, che si attesterebbe al 25,9.