Un messaggio crudo e brutale a chi per anni ha sostenuto che «gli immigrati ci pagano le pensioni». Marta, ospite di Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio, su Rete 4, ha il coraggio di esporsi in prima persona, pur oscurata, e raccontare la sua drammatica esperienza personale: la ragazza è infatti stata violentata da un immigrato di seconda generazione.
«La stragrande maggioranza dei reati che vengono commessi anche dalle mie zone è commessa da extracomunitari - ha spiegato ai telespettatori- e secondo me c’è un’immigrazione incontrollata e io penso che noi li abbiamo accolti, gli abbiamo dato agevolazioni e quant'altro, li abbiamo presi perché ci aiutassero a pagare le pensioni dei nostri anziani, ci aiutassero a noi cosa stanno facendo, commettono degli atti immondi verso noi e verso il nostro paese».
«Lei come sta ora che è quello che mi interessa di più francamente?», le domanda Del Debbio. «Sopravvivo, Paolo, perché purtroppo la mia vita si è completamente rivoluzionata, ho cambiato tutte le mie abitudini, non vado più a correre, non vado più in bicicletta, perché quando mi trovo in zone un po’ isolate mi assalgono gli attacchi di panico e non riesco più ad avere la vita che avevo prima».
«Quando le ha detto ’ora ti devo uccidere’, ha pensato che sarebbe finita?», chiede ancora il giornalista. «Assolutamente sì - conferma Marta -, mi sono spaventata tantissimo, oltretutto ho riportato dei danni psicofisici e sono seguita da psicologi, da psicoterapeuti, perché di notte mi sveglio ancora con questi flashback di lui che viene fuori da questo cespuglio e che mi aggredisce. Sto malissimo, la mia vita si è rovesciata e ho anche perso il posto di lavoro perché ero in mutua».
«Perché ha perso il posto di lavoro?», insiste Del Debbio. «Perché essendo in mutua sapevo che avrei avuto un lungo periodo, non negli orari della mutua, sono andate in azienda a consegnare le chiavi perché io ero responsabile di produzione, loro si sono attaccati al cavillo che io ero in mutua e mi hanno licenziato. Mi ha rovinato la vita questo ragazzo». «No, scusi, un po’ è colpa del ragazzo, un po’ l’azienda - la interrompe ancora il conduttore -. Di fronte a una donna che subisce una violenza, un’azienda dovrebbe avere un occhio di riguardo».