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Vannacci, perché la sinistra ha deciso di sponsorizzare il generale

L’arma (non segreta) dei progressisti si chiama Roberto Vannacci: il loro uomo è lui. Lo porteranno in processione da uno studio televisivo all’altro come la Madonna di Loreto
di Fausto Carioti mercoledì 10 giugno 2026

2' di lettura

L’arma non segreta della sinistra si chiama Roberto Vannacci. Hanno deciso che il loro uomo è lui. Lo porteranno in processione da uno studio televisivo all’altro come la Madonna di Loreto: chi gli manda un bacio, chi getta un fiore, chi si prenota per due ore. E a lui, che è tutto tranne che scemo, va benissimo così. Il giorno in cui il generale si dimostra ininfluente nell’experimentum crucis di Vigevano (il candidato di Forza Italia rimonta e vince al ballottaggio senza la lista “Vigevano Futura”, che al primo turno aveva superato il 14%), la storia che si sceglie di raccontare è quella opposta. Sul Corriere della Sera Carlo Verdelli, ex direttore di Repubblica, dipinge una destra sconquassata dall’«onda che non t’aspetti e che invece si gonfia minacciosa, settimana dopo settimana, di aderenti, finanziamenti, iscritti, piazze piene e sondaggi ubriacanti». La fantasia galoppa nello scenario sognato dall’opposizione: «Poniamo che la campagna acquisti di Vannacci continui con l’ingresso di altri colonnelli e marescialli in uscita dai partiti di governo, poniamo che la crescita dei consensi lo porti anche oltre il 5 per cento...».

Faranno il possibile perché accada. Stasera l’europarlamentare sarà ospite di Lilli Gruber su La7. «Volendolo fare nero lo renderà simpatico», scrive Il Foglio. Ma la conduttrice questo lo sa benissimo, come lo sanno i suoi colleghi. Vannacci è una creatura mediatica della cricchetta progressista e lui è il primo a riconoscerlo: «Si moltiplicano i miei promotori. Dopo Pucciarelli, Ranucci e tutti quelli che ogni giorno mi dedicano attenzioni e prime pagine, ecco un nuovo, prezioso sostenitore involontario: Gad Lerner. Di questo passo dovrò mandare la tessera onoraria a metà dei salotti televisivi».

Anche più di metà, vista la percentuale bulgara di conduttori pendenti a sinistra. E definire la loro sponsorizzazione «involontaria» fa parte della messinscena. Gonfiarlo, per chi non vuole un’altra vittoria della destra, è una di quelle operazioni che gli scienziati sociali chiamano «win-win». Se Vannacci cresce al punto da costringere la maggioranza a stringere un accordo elettorale con lui, potranno dire che Meloni e i suoi alleati hanno dato le chiavi di casa al fascistone omofobo e filorusso. Se l’accordo non si farà, dare visibilità a Vannacci sarà ancora più necessario, per togliere voti a Fratelli d’Italia e Lega e portare il centrodestra al di sotto del disastrato campo largo. Matteo Renzi, uno dei pochi che da quelle parti ci capisce, spinge per lui da mesi: «La Lega e la destra i voti rischiano di perderli, quando c’è qualcosa che nasce all’estrema destra». Oggi, intanto, Futuro nazionale organizza a Milano un “AperiVannacci”: alle 20.30 visione collettiva di Otto e mezzo, a seguire dibattito su quello che è successo in studio. Da gentiluomo di destra, assieme alla tessera il generale farebbe bene a portare alla rossa conduttrice un mazzo di fiori. È il minimo, visto il monumento che lei e gli altri gli stanno costruendo.

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roberto vannacci

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