Dopo Giulia Presutti, ecco Claudia Di Pasquale. Quindici anni da inviata, 55 inchieste alle spalle e ora il salto alla co-conduzione di Report. Trasmissione per la quale lavora dal 2011, ora ne prende il testimone in una fase delicata per il programma di punta di Rai3, dopo la vicenda Lavitola-Ranucci. E mette subito le cose in chiaro: "Io sono fedele a Report: alla sua squadra, a un’idea di giornalismo libero, indipendente e rigoroso". Sigfrido Ranucci l'ha definita "molto fedele". Lei replica, intervistata dal Corriere, rivendicando la propria autonomia: con il conduttore "ho sempre avuto un buon rapporto" e ha lavorato "15 anni con la massima autonomia".
Ora, però – dice - Report deve voltare pagina: "Sì, non vogliamo più essere la notizia, ma fare notizie". L'obiettivo è tutelare "il programma, la sua storia e la sua squadra" e impedirne "la normalizzazione". Di Pasquale respinge l'idea che il rapporto tra Ranucci e Lavitola abbia condizionato il lavoro della redazione: "Lavitola non ha mai condizionato le nostre inchieste". E precisa: "Io non l’ho mai conosciuto, non ho mai frequentato il suo ristorante". Quanto alla nuova formula, niente rivoluzioni: "Valorizzeremo ancora di più la squadra storica", puntando "sulle grandi inchieste di sistema" e con interventi dallo studio "più asciutti". Il modello è Milena Gabanelli, definita "un mostro sacro del giornalismo nonché un modello".
Di Pasquale, poi, aggiunge: "Non sono una prima donna. Uso poco i social. Non ho mai coltivato l’ambizione di condurre la trasmissione e chi mi conosce sa che non ho alcuna vanità. Credo e spero che il mio nome abbia unito e non diviso". Infine, il tema politico. La Rai è "Tele Meloni"? La risposta è netta: "Noi non consentiremo mai che Report diventi Tele Meloni". E nell'anno elettorale promette inchieste "su destra e sinistra, come sempre". Del resto, ricorda, ha ricevuto insulti bipartisan: D'Alema le disse che faceva "domande cretine", La Russa le chiese se fosse "stupida". "Lo avrebbero mai fatto con un uomo?". Infine Ranucci e il Campo largo. Se davvero arrivasse una candidatura, il consiglio della nuova co-conduttrice è secco: "Da giornalista non mi candiderei".