Roma, 14 ago.(Adnkronos) - Il volto storico dell'Alexanderplatz, colui che, negli anni '80, da una cantina fatiscente ne ha fatto un tempio del jazz, Giampiero Rubei, nonostante la degenza in ospedale, è di buon umore per la recente chiacchierata con il nuovo assessore alla Cultura della Capitale, Giovanna Marinelli. Non tanto per quello che si sono detti, quanto per la scelta fatta a stretto giro di posta dalla titolare del 'dicastero' culturale capitolino: far tenere a Ferragosto, proprio nella Casa del Jazz, il concerto 'nato' per salvare l'Alexanderplatz dopo l'avviso di sfratto del luglio scorso. Una scelta eloquente che arriva dopo tante traversie, dopo mesi senza una gestione mirata (Mario De Simoni, direttore del Palaexpo che gestisce la Casa del Jazz di proprietà del Comune di Roma, è ad interim direttore artistico della Casa del Jazz da sei mesi, da quando cioè è terminato il mandato di Rubei), dopo che a Villa Celimontana Jazz è stata data una bella sforbiciata dal Comune di Roma perché giudicata priva dei requisiti per essere allestita. E, dulcis in fundo, nel corso di un'estate senza jazz alla Casa del Jazz che ha invece ospitato la Festa dell'Unità. "Tagliare Villa Celimontana Jazz è stata una mascalzonata, una congiura di palazzo - si sfoga Rubei - e lasciare senza guida per 6 mesi la casa del Jazz è una scelta sbagliata, ma ora abbiamo buoni motivi per credere che le cose, con la Marinelli, andranno meglio e mi riferisco a tutto ciò che riguarda la musica a Roma, in generale, e l'Estate Romana in particolare. La sua scelta di ospitare il concerto di domani (io purtroppo - dice - non potrò ancora esserci) nella Casa del Jazz è molto significativa, un chiaro segnale di interesse".



