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Olimpiadi, scontro tra il governo e Milano

di AdnKronos domenica 23 settembre 2018

2' di lettura

Milano, 17 set. (AdnKronos) - E' scontro sulle Olimpiadi tra il governo e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Ad accendere la miccia è stata la richiesta del primo cittadino di dare a Milano un ruolo preminente. Richiesta che ha scatenato la dura reazione del sottosegretario ai rapporti con il Parlamento e responsabile dello Sport per il M5S Simone Valente, per la quale il sindaco avanza una "pretesa insostenibile". Secondo alcune indiscrezioni, Sala avrebbe scritto in una lettera inviata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, chiedendo di fare chiarezza "per il bene del nostro Paese e delle possibili città candidate" sulla candidatura italiana alle Olimpiadi del 2026. Dopo il video pubblicato su Facebook da San Francisco, dov'era impegnato nel Global climate action summit, Sala sarebbe dunque tornato a ribadire la necessità di chiarire il ruolo di Milano nella candidatura a tre per i Giochi invernali, chiedendo che il capoluogo lombardo appaia per primo nell'indicazione delle città ospiti, accanto a Torino e Cortina, per rafforzare il brand della città. E non solo: così come nel video, anche nella lettera il sindaco avrebbe evidenziato i rischi derivanti da un’organizzazione troppo complessa, destinata con ogni probabilità all’empasse. "Milano non si è mai rifiutata di collaborare ad un’ipotesi che pur non ritiene la migliore" e "ritiene di avere le capacità organizzative, come dimostrato da Expo2015, per gestire direttamente e pienamente il progetto olimpico". Tuttavia, chiede al governo "una scelta politica che parte dalla necessità di non creare tensioni al proprio interno". Dopodiché "dovrà essere il governo stesso a prendersi la responsabilità amministrativa dell’evento". Responsabilità che "non è immune da rischi". Per Valente però le parole del sindaco di Milano "sono ancora una volta non allineate con quanto emerso nel recente incontro a Palazzo Chigi. Sala, richiedendo che il brand olimpico ricada esclusivamente o in maniera più visibile su Milano, formalizza di fatto una pretesa insostenibile per tutti coloro che fino ad oggi avevano lavorato con grande impegno a un progetto unitario". "E' arrivato il momento - aggiunge - di mettere un punto fermo su questa situazione paradossale: non è possibile procedere quando determinate condizioni proposte da Coni e Governo non sono sostenute da una città così importante come Milano a causa delle dichiarazioni del suo sindaco".

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