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Cristiano Ronaldo e lo stupro, Kathryn Mayorga e l'ultimo inquietante sospetto: "Hacker per sputtanarlo"

di Giulio Bucchi domenica 14 ottobre 2018

2' di lettura

Terminati i tre giorni di ritiro a Lisbona (concordato con la Juve) Cristiano Ronaldo è tornato a Torino ad allenarsi. Cosa e quanto si porti dentro al campo dell' incontro con i suoi avvocati per pianificare la strategia di difesa dalle accuse di stupro dell' ex modella Kathryn Mayorga (sarebbe successo a Las Vegas nel 2009), non è dato sapere. Quel che è certo, però, è che dal faccia a faccia con i suoi legali è emerso un nuovo colpo di scena: secondo Peter S. Christiansen, il principe del foro a stelle e strisce che difende Ronaldo, il rapporto sessuale ormai conclamato e riconosciuto tra CR7 e la modella statunitense «fu assolutamente consensuale» e i documenti diffusi dai media nei giorni scorsi sarebbero stati «hackerati e manipolati o fabbricati ex novo». Leggi anche: Ronaldo, un "no" della Juventus dietro lo scoppio dello scandalo-stupro? I file in questione contengono presunte dichiarazioni del portoghese, riportate poi da alcuni media (Der Spiegel, Mirror e Daily Mail), ma sarebbero «pura invenzione». In un comunicato ufficiale Christiansen sostiene poi che «nel 2015 decine di entità in diverse parti d' Europa, compresi degli studi legali, sono stati attaccati e molti dati che avrebbero dovuto rimanere privati sono stati rubati da cyber criminali». Dunque tutto inventato, «fake news», per citare lo stesso CR7. Intanto, dal Portogallo arrivano altre indiscrezioni secondo cui dietro al patto di riservatezza siglato a gennaio 2010 con Mayorga ci sarebbe la ferrea volontà del Real Madrid, all' epoca nuovo club di CR7, di evitare ogni scandalo. Lo sostiene il quotidiano lusitano Correio da Manha, che rivela inoltre la contrarietà da parte del giocatore a riconoscere i 375mila dollari necessari per coprire l' accaduto (per reati del genere in Nevada si rischiano condanne fino a 10 anni). Un punto cruciale ribadito anche dall' avvocato Christiansen, che parla di «motivazioni distorte» che avrebbero spinto Ronaldo a firmare contro il suo volere. Pertanto, l' accordo di riservatezza non rappresenterebbe alcuna «ammissione di colpa». Contattato da Libero, il legale sostiene di non avere al momento altre dichiarazioni da aggiungere. Nella strategia difensiva, però, Christiansen farà valere alcune parti della denuncia di Mayorga rilasciata alla polizia di Las Vegas subito dopo l' accaduto, il 13 giugno 2009. Nella deposizione la modella non fu in grado di fornire l' esatto luogo del presunto stupro, né una descrizione dell' aggressore. Il caso è stato riaperto solo il mese scorso proprio per via della nuova documentazione raccolta dalla polizia di Las Vegas. Quella stessa documentazione che l' avvocato sostiene essere falsa. Per ora, la versione di Ronaldo sembra aver calmato anche la fuga di sponsor. EA Sports, il colosso dei videogame che aveva rimosso la foto del portoghese dall' homepage del proprio sito, è tornato a pubblicarla. Allo stesso modo, il gruppo alberghiero Pestana ha ribadito la sua fiducia in CR7. di Tommaso Lorenzini e Daniele Dell'Orco

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