Si cambia

Pioli, sarà addio. "Ti ridono dietro", Sacchi sicuro: chi deve prendere il Milan

"Milan, non ci sono dubbi: prendi Thiago Motta e non sbaglierai”. L’hanno pensata così Fabio Capello e Arrigo Sacchi parlando del futuro allenatore dei rossoneri a La Gazzetta dello Sport. Considerate le nette debacle del Milan contro Roma e Inter, costate Europa League e scudetto in favore dei nerazzurri proprio in casa del Diavolo (prima volta nella storia), appare oramai certo l’addio dell’allenatore di Parma alla fine di stagione, nonostante un altro anno di contratto ancora esistente.

Per Capello e Sacchi il nome giusto è quello legato al tecnico del Bologna, che in una stagione miracolosa sta portando i suoi giocatori al ritorno in Champions League, che manca in Emilia dalla stagione 1964/65 quando all’epoca la squadra di Bernardini uscì per colpa della monetina al primo turno nella bella con l’Anderlecht.

 

 

 

Thiago Motta “è un ex centrocampista — ha detto Capello alla Rosea — Fate l’elenco dei migliori allenatori al mondo, nel gruppo troverete Guardiola, Conte, Xabi Alonso, Ancelotti, Arteta, Allegri, Xavi. Hanno qualcosa in comune, no?". E ancora: "Con lui c’è un giusto equilibrio tra fase difensiva e offensiva — ha aggiunto Don Fabio — Motta costruisce dal basso, come si dice adesso, ma non in modo esagerato. Pensa a un calcio che porta al risultato, ma nel modo giusto”. Per Sacchi, l’italo-brasiliano può fare la differenza per la sua vita precedente: "È stato un ottimo centrocampista, testa alta e idee chiare — le sue parole —. E poi ha fatto esperienze importanti in grandi club. Guardate che allenare a Bologna non è mica uno scherzo. Se fai male non ti contestano, ma ti ridono dietro, che è anche peggio". 

 

 

 

Per l’ex ct della Nazionale conta la personalità: "Come Gasperini, è uno che dà tantissimo al calcio — ha detto ancora Sacchi — In termini di impegno, coraggio, idee. Ha delle idee, che sono la cosa più importante nel bagaglio di un allenatore. Perché i giocatori te li possono comprare o no, ma le idee sono soltanto tue ed è sufficiente trasmetterle ai ragazzi per ottenere ciò che desideri". La chiusura riassume il consiglio al Diavolo in tre aggettivi: "Perché prenderlo? È moderno, europeo e visionario".