Jannik Sinner si presenta al media day di Melbourne con il sorriso e un’aria diversa. Sereno, più consapevole, forse definitivamente maturo. Il vento fresco accompagna l’inizio della sua nuova avventura australiana, ma il clima attorno a lui è cambiato rispetto a dodici mesi fa. Allora il numero uno italiano viveva giorni complicati, immerso nelle discussioni legali che avrebbero portato alla sospensione di tre mesi per il caso Clostebol. Oggi guarda avanti, con maggiore lucidità.
"L'anno scorso la situazione era molto più difficile, perché a quel punto dell'anno non sapevo ancora cosa sarebbe successo — racconta l’altoatesino —. Ho cercato di godermi ogni momento quando entravo in campo, non avevo mai la mente davvero sgombera dai pensieri. È stata dura". Un peso che non ha riguardato solo lui: "Sono stati giorni difficili anche per la mia famiglia".
Da quelle difficoltà è nata una crescita evidente. Il Roland Garros perso è diventato una tappa fondamentale verso il trionfo storico a Wimbledon, il primo di sempre per un italiano. "Tutto accade per una ragione — spiega —. Quello che ho superato mi ha reso più forte come persona, oltre che come giocatore. Mi sento più maturo, più preparato ad affrontare le situazioni difficili". Oggi Sinner vive il tennis in modo diverso: "Ora vivo lo sport in un modo molto diverso, più rilassato, ma dando il massimo".
Un equilibrio trovato anche grazie a Darren Cahill, che resterà nel suo staff almeno fino al 2026. "È una persona importante per tutti noi, per tutta la squadra — dice Jannik —. Mi conosce non solo come giocatore, ma anche come persona. È come un padre per tutti noi”. Nessuna preparazione speciale, infine, in vista di un possibile incrocio con Alcaraz: "Non ci si prepara per un solo giocatore". Il focus resta sul percorso, non sul singolo ostacolo.