Luciano Darderi vince, ma invece di esultare si piega in due dal dolore. Corre rapidamente dall’altro lato del campo, abbraccia Garin, si scusa con il pubblico e scappa verso gli spogliatoi: "Devo correre in bagno!", esclama davanti alle telecamere. Una scena surreale, simile a quella vissuta da Flavio Cobolli all’esordio: un mal di pancia improvviso che costringe i tennisti a improvvise soste toilette, prima di affrontare partite lunghe e impegnative.
"Mi sono imbottito di pasticche, ma nel frattempo avevo perso troppi liquidi", racconta Darderi, esausto. E non è un caso isolato: anche Hugo Gaston ha dovuto arrendersi, sconfitto in due set da Jannik Sinner, dopo aver provato a calmare gli spasmi con farmaci.
Nei giorni degli Australian Open, quando si parla di 'servizio', spesso si fa riferimento più alla sopravvivenza fisica che al tennis in sé. La colpa è di un virus, come spiega La Repubblica, ma anche delle condizioni climatiche estreme: temperature che passano dai 42 gradi diurni ai 18 notturni, sbalzi che mettono a dura prova muscoli e resistenza.
Sinner sembra particolarmente attento. "Questo è il primo grande torneo della stagione, c'è tensione. Fa caldo, sudi: se non bevi la quantità giusta d'acqua e integratori, possono essere guai", racconta, citando i problemi di Collignon e Auger-Aliassime. "È importante fare le cose per bene, per diminuire il rischio crampi. Cerco di non spendere energie inutili, sono più professionale del solito. Si può perdere o vincere: ma non vorrei beccarmi un'influenza e andare via col rimpianto di non aver fatto il possibile". Domani, giovedì 22 gennaio, Sinner affronterà al secondo turno l’australiano Duckworth, mentre si preannuncia un derby italiano tra amici e compagni di doppio Musetti e Sonego, sempre che Montezuma non decida di mettersi di mezzo.