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Samuele Longo, il calciatore perseguitato dalla profezia di Gerry Scotti

di Lorenzo Pastuglia mercoledì 21 gennaio 2026

3' di lettura

Samuele Longo, 33 anni, è stato uno dei talenti più intriganti del calcio italiano. Nel 2012 la testata spagnola Don Balon lo inserì nella lista dei migliori giovani nati dopo il 1991, un riconoscimento che da un lato gratifica, dall’altro carica di responsabilità.

Di proprietà dell’Inter, trascorse nove anni tra Primavera e professionismo senza mai vestire con continuità la maglia nerazzurra. Prestiti, ritorni e nuove partenze hanno caratterizzato un percorso che, a detta sua, avrebbe potuto beneficiare di maggiore stabilità: “Per un calciatore — racconta in esclusiva per Fanpage.it — la stabilità è importante. A volte ho dovuto digerire situazioni che, oggi, con l’esperienza che ho, non accetterei più”.

E ancora: “Avrei dovuto essere più padrone del mio destino — aggiunge —. Tornando indietro, certe decisioni le prenderei io, senza farmele imporre. Magari non sarebbe cambiato nulla, ma almeno adesso non avrei nessun rimpianto”. Oggi svincolato, Longo ha fatto uno stage con la federazione spagnola e spera di restare in Andalusia, dove ha messo radici e dove, nel 2025, ha giocato con l’Antequera, club della terza divisione spagnola: “Qui si vive bene, un po’ come in Italia, ma con ancora meno pressione — racconta — Io e la mia famiglia ci troviamo benissimo. Siamo rimasti in Andalusia e l’idea è quella di stabilirci qui anche dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Si vive meglio il ‘dia a dia’, come dicono qui, è tutto più rallentato e a misura d’uomo”.

La sua carriera lo ha visto confrontarsi con campioni e allenatori di livello assoluto: “Adesso capisco quanto io sia stato fortunato, ma a quei tempi pensavo che fosse un percorso definito — aggiunge — Ero un giovane considerato forte, Primavera dell’Inter, nazionale Under 21 con Ciro Immobile, Federico Bernardeschi, Domenico Berardi, pensavo che allenarmi con la prima squadra fosse ‘dovuto’. Oggi mi considero un privilegiato. Non sono tanti i giocatori che possono dire di essersi allenati con Samuel Eto’o, Wesley Sneijder, Diego Milito, Luca Toni, ed esser stati allenati da José Mourinho, Antonio Conte e Mauricio Pochettino, solo per citarne alcuni”. 

Nell’intervista non mancano i ricordi curiosi e divertenti, come il tweet di Gerry Scotti: “In un Cagliari-Modena di Coppa Italia (nel 2014, ndr) ho segnato una doppietta — ricorda Gerry, dal nulla, twittò: ‘Il Cagliari ha un nuovo Rombo di Tuono: si chiama Samuele Longo, ha 22 anni. Segnatevelo, buonasera’. Da quel momento tutti me lo ricordano. Io sinceramente non l’ho preso sul serio, anche perché Gigi Riva era qualcosa di inarrivabile, ma è stato curioso e divertente”. 

Nonostante le difficoltà e i prestiti continui, Longo non ha perso la voglia di sperimentare e crescere: “Non lo chiamerei sogno, ma mi piacerebbe chiudere la carriera giocando ancora qualche anno, possibilmente in un posto dove trovare stabilità per me e la mia famiglia — conclude — Mi sento bene e credo di poter dare ancora qualcosa. Ho rifiutato alcune proposte per alzare il livello e sto valutando nuove opportunità, sperando di tornare presto in campo”.

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