La semifinale degli Australian Open tra Jannik Sinner e Novak Djokovic ha lasciato il mondo del tennis spiazzato: una sconfitta al quinto set che ha ribaltato pronostici e sensazioni, consegnando al serbo una vittoria pesantissima nei momenti che contano. A spiegare cosa sia davvero successo è Raffaella Reggi, ex azzurra e oggi commentatrice tecnica per Sky, intervenuta in un’intervista a Fanpage.
Alla domanda su cosa l’abbia colpita di più della sconfitta di Sinner, Reggi parte dai numeri, che raccontano una partita quasi paradossale. “Impressionante. Perché stavo guardando le statistiche, e perdere un match con questi numeri è incredibile. Allora: 26 ace, ti parlo di Sinner, due doppi falli, 75% di prime in campo, ha vinto l’80% dei punti con la prima, 72 colpi vincenti, 42 errori gratuiti. Palle break: ed ecco qua la nota dolente, due su diciotto. Quello ha fatto la differenza. Perché devo dirti la verità, Jannik ha vinto tra l’altro anche più punti di Djokovic. L’unica cosa è che Djokovic li ha vinti nei momenti chiave. Perché, se andiamo a vedere, abbiamo 152 punti vinti da Jannik contro i 140 di Djokovic”.
Numeri che spiegano come la partita si sia decisa più sulla gestione dei passaggi cruciali che sul rendimento complessivo. Ma secondo Reggi, qualche segnale era arrivato già nei turni precedenti. “Non abbiamo visto obiettivamente Jannik al massimo sin dall’inizio del torneo, questo lo dobbiamo dire. Non era al top del livello, si è visto. Ha sofferto con Spizzirri e insomma non era al suo massimo. E forse oggi questo un po’ lo abbiamo ri-notato. Anche nei momenti chiave, dove di solito magari ha più coraggio, questa volta è andata così, purtroppo. Però, ti ripeto: Djokovic è stato impressionante”, conclude la sua analisi Raffaella Reggi.