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Milano-Cortina, Brignone oro nel SuperG: leggenda in purezza

giovedì 12 febbraio 2026
Milano-Cortina, Brignone oro nel SuperG: leggenda in purezza

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Dal ritorno in pista, miracoloso, alla leggenda in purezza: Federica Brignone vince l'oro nel SuperG olimpico di Milano-Cortina, riscattando nel modo più incredibile una intera stagione passata ai box. 

Il 3 aprile 2025, durante lo slalom gigante dei Campionati italiani assoluti in Val di Fassa, la 35enne milanese aveva riportato la frattura scomposta del piatto tibiale. Tradotto: gamba rotta. Il rischio non era quello di saltare solo i Giochi in casa, ma di chiudere la carriera. 

Dopo mesi di sofferenze, lacrime, paura, un recupero lento studiato ad hoc per tentare di tornare in pista sulla pista delle Tofane, Federica è stata ripagata dalla gioia più grande. Il decimo posto nella discesa libera è stato l'antipasto, la forma è cresciuta giorno dopo giorno fino all'apoteosi di oggi, sotto gli occhi del presidente Sergio Mattarella. Per la Brignone è la quarta medaglia olimpica, la più insperata e preziosa, dopo l'argento nel gigante a Pechino 2022 e i bronzi in combinata 4 anni fa e in gigante a Pyeongchang nel 2018.

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Il capo dello Stato, tra il pubblico, era arrivato a Cortina d'Ampezzo aspettandosi l'impresa dell'alta azzurra, Sofia Goggia, uscita però a metà gara quando nei parziali era davanti alla (non amatissima) compagna di squadra, che era già scesa con il pettorale numero 6. Sofia, nona a gareggiare, salta la porta e abbandona, la Brignone si mette le mani sul casco, con la tigre serigrafata sopra, ma forse in cuor suo sa che la rivale più temibile per l'oro è appena finita fuori dal ring. Una dopo l'altra, le finiscono tutte dietro. 

L'argento va a sorpresa alla francese Romane Miradoli, a 41 centesimi dall'italiana. Bronzo alla austriaca Cornelia Hutter davanti alla connazionale Ariane Raedler.  Un applauso meritano le altre italiana Laura Pirovano, già ottima nella libera, arrivata quinta e che vede ancora il podio sfumare per pochissimo a causa di una prima parte non precisissima ed Elena Curtoni, settima. Goggia, già entrata nella storia, mastica amaro. Ma per l'Italsci è solo un giorno da ricordare.


 

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