Non siamo più abituati a vedere Jannik Sinner uscire anzitempo da un torneo. Figuriamoci due sconfitte di fila prima della finale. Ma il numero 2 al mondo è un essere umani. E, come tanti altri suoi colleghi illustri, sta attraversando un periodo molto complicato della sua carriera.
"Nella sconfitta di Jannik credo che non ci sia solo un singolo e semplice motivo, sono diverse le concause - ha spiegato Paolo Bertolucci all'Ansa -. Sicuramente non è spavaldo com’era lo scorso anno. Ha sicuramente momenti dove è meno lucido. Se vediamo il quinto set perso in Australia con Novak Djokovic e il terzo contro il ceco, é mancato un po’ di ardore. Probabilmente sta immettendo nuove soluzioni nel suo gioco ed evidentemente non le ha ancora assimilate, così com’è probabile che abbia caricato molto la preparazione e sia un pochino imballato".
E ancora: "Non è una tragedia. In una carriera di momenti così ce ne sono tanti e anche in una singola stagione. L’importante è che ora sappia cosa fare e dalle sue parole direi che lo sa. Teniamo infine conto dell’avversario perché la gente si chiede chi sia Mensik, ma è un signor giocatore che ha vinto già un ‘mille’ e che quando è bello centrato fa paura".