Il rispetto tra campioni passa spesso anche dalle parole. E quelle pronunciate da Novak Djokovic a Indian Wells raccontano bene quanto il tennis stia vivendo un passaggio di testimone tra generazioni. Dopo la vittoria all’esordio nel Masters 1000 contro il polacco Kamil Majchrzak, il serbo ha parlato in conferenza stampa di Carlos Alcaraz, indicando proprio lo spagnolo come uno dei pochi giocatori capaci di inseguire un record storico: le 41 vittorie consecutive a inizio stagione stabilite dallo stesso Djokovic.
Nole non ha avuto dubbi nel riconoscere il talento del giovane rivale: “Ha tutto ciò che serve in termini di gioco, di adattabilità a diverse superfici e di forma fisica”, ha spiegato il numero uno serbo, sottolineando come Alcaraz abbia già dimostrato di poter dominare su qualsiasi palcoscenico. Ma insieme ai complimenti è arrivato anche un consiglio importante: “Deve mantenere il suo corpo in salute — ha detto ancora — Se ci riesce, è talmente bravo che può vincere qualsiasi torneo a cui partecipa”.
Djokovic però conosce bene quanto sia complicato mantenere una striscia di vittorie così lunga e ha voluto ricordarlo con realismo: “È davvero impegnativo, quando vinci così tanto vuoi continuare a cavalcare l’onda e la tua fiducia è alle stelle. Però quando perdi per la prima volta inevitabilmente resti un po’ scosso”. Parole che raccontano l’esperienza di chi ha vissuto a lungo ai vertici del tennis mondiale. Nonostante questo, il serbo ha ribadito tutta la sua stima: “Auguro ad Alcaraz tante vittorie — ha ribadito — ha già fatto cose straordinarie per questo sport nonostante la sua giovane età”.
Nel corso della conferenza stampa, Djokovic ha poi guardato anche al futuro personale, parlando delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, dove potrebbe presentarsi da campione in carica dopo l’oro conquistato a Parigi nel 2024: “Sarebbe davvero bello, è uno degli obiettivi a lungo termine”, ha ammesso. Allo stesso tempo però Nole resta prudente: “La strada è ancora lunga, alla mia età ogni stagione sembra durare di più rispetto ai giocatori più giovani”. Ma una cosa è certa: “Cercherò di esserci — ha concluso — è sicuramente una delle motivazioni che mi spingono a continuare”.