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Zverev, lo sfregio a Sinner e Alcaraz: "Tattica e QI, dieci anni fa..."

di Lorenzo Pastuglia martedì 10 marzo 2026

2' di lettura

Alexander Zverev continua la sua corsa al Masters 1000 di Indian Wells, conquistando l’accesso agli ottavi di finale dopo una partita intensa contro Brandon Nakashima. Il tedesco si è imposto al termine di una battaglia di tre set, 7-6(2) 5-7 6-4, dimostrando solidità nei momenti decisivi. Ora attende Frances Tiafoe per giocarsi un posto nei quarti di finale, dopo che lo statunitense ha battuto senza storia l’italiano Flavio Cobolli.

Nel corso della conferenza stampa dopo il match, Zverev ha parlato a lungo dell’evoluzione del tennis moderno, soffermandosi in particolare sui motivi del dominio delle nuove stelle del circuito. Secondo il tedesco, negli ultimi anni il fattore determinante non è più soltanto la strategia, ma soprattutto la qualità pura dei colpi fondamentali: “Penso che i giocatori che vincono di più siano quelli che hanno i colpi migliori — ha detto — In uno sport sempre più potente, chi ha il miglior diritto, il miglior rovescio, il miglior servizio e la miglior risposta alla fine vince più partite”.

Il discorso è poi inevitabilmente scivolato su Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, protagonisti assoluti della nuova generazione. Lo spagnolo se la vedrà ai sedicesimi contro il francese Arthur Rinderknech, l’italiano è già approdato agli ottavi dove è atteso dal primo confronto assoluto contro il brasiliano Joao Fonseca (vincitore per 6-2 6-3 contro Tommy Paul). Zverev ha spiegato che il loro successo deriva principalmente dalla superiorità tecnica: “Sinner e Alcaraz non vincono di più perché hanno più tattiche, ma perché i loro colpi sono semplicemente migliori di quelli di tutti gli altri”.

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Secondo il tedesco, rispetto al passato il tennis è cambiato molto: “Dieci anni fa la tattica e il QI tennistico erano più importanti di quanto lo siano oggi. Penso che abbiano perso un po’ di valore. Chi colpisce meglio la palla vince più partite”. Tra i temi affrontati anche le condizioni di gioco a Indian Wells, a partire dalle palline utilizzate nel torneo: “Penso che Dunlop sia in generale una pallina più veloce. Quelle Penn erano un po’ più morbide. Ma la differenza più grande quest’anno è il campo, che è più veloce”.

Zverev ha poi parlato del suo percorso di cambiamento tattico, spiegando che sta lavorando per rendere il suo tennis più offensivo: “Completamente adattato no, ci vorrà del tempo, ma è qualcosa che sto cercando di fare e continuerò a provarci”. Infine una battuta sul comportamento del pubblico durante le partite. “Se in uno stadio da 10 o 15 mila persone c’è un idiota che urla durante lo scambio? Può essere frustrante — ha concluso — ma ormai ci sono abituato”.

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