Il Milan ha smarrito i gol, soprattutto quelli degli attaccanti. Non a caso nel corso del 2026 è progressivamente scivolato via dalla lotta scudetto, perdendo anche il secondo posto in favore del Napoli. Che quella rossonera non fosse una macchina da gol era risaputo, ma nel girone d’andata era stata estremamente cinica. In quello di ritorno, invece, le reti sono state appena sedici in quindici partite: un bottino troppo misero per tenere il passo dell’Inter, che invece di gol ne ha fatti 39 nello stesso arco temporale. Così come Como (32), Juventus (30), Roma (26) e Napoli (24) ne hanno segnati molti di più rispetto ai rossoneri.
Di certo la filosofia di Allegri non aiuta a gonfiare il dato realizzativo, però c’è una responsabilità oggettiva anche dei singoli calciatori. Nel girone di ritorno il “bomber” è Rabiot con 3 gol, seguito da Pavlovic che ha segnato le stesse reti (2) di Leao e Nkunku, una in più di Fullkrug e addirittura due in più di Gimenez (praticamente mai pervenuto quest’anno) e Pulisic. Quest’ultimo è l’emblema della stagione rossonera. Nella prima parte l’americano segnava quasi a ogni tiro e determinava le partite, poi è entrato in una crisi mistica che non sembra conoscere fine. Pulisic non segna un gol dal 28 dicembre 2025, eppure viene criticato meno di Leao che, nonostante i problemi fisici, ha più o meno sempre provato a incidere, se non con i gol almeno con le giocate.