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Mondiali 2026, Mora e Goto: occhio a quei due, le stelline che possono fare il botto

di Federico Strumolo giovedì 11 giugno 2026

3' di lettura

Un Mondiale per esaudire un sogno cullato fin dall’infanzia, far gioire un Paese intero e scrivere il proprio nome nella storia del calcio. Ma anche un’irripetibile occasione per mettersi in mostra sul palcoscenico più importante del pallone. Sono in tanti intenzionati a sfruttare la vetrina del Mondiale in Canada, Messico e Stati Uniti, tra calciatori in cerca di rilancio e gemme ancora nascoste al grande pubblico. Chiedere, per conferma, a Santiago Gimenez, centravanti del Milan, pronto ad aprire le danze questa sera, con la prima partita della manifestazione iridata, tra il suo Messico e il Sudafrica (calcio d’inizio alle 21, diretta Rai e Dazn). «Sarà un grande Mondiale, magari vinceremo e io sarò il capocannoniere», le parole dell’attaccante 25enne, che non nasconde un certo ottimismo, consapevole della grande occasione per rilanciarsi dopo la pessima stagione in rossonero, con un campionato concluso con nessun gol in 16 apparizioni. E come lui, cercherà di riprendersi il suo compagno al Milan Rafael Leao, che continua a palesare il desiderio di lasciare l’Italia, mettendosi in mostra al Mondiale con il Portogallo.

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«Se andrò via dal Milan sarò felice di ciò che ho fatto in rossonero», racconta Leao alla tv portoghese Rtp. Un altro giocatore che potrebbe lasciare il Milan e cercherà di riscattarsi al Mondiale è Ardon Jashari, oggetto misterioso della stagione rossonera, ma pedina importante della Svizzera: piace all’Atalanta. Ma sono tanti i giocatori di Serie A in cerca di rilancio. È certamente il caso di Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne, considerati quasi un peso a Napoli, ma ancora centrali nei piani del Belgio. Come di Jonathan David, che con il Canada proverà a dimenticare la sua prima stagione in Italia alla Juventus (ha segnato appena 6 gol in campionato), e Teun Koopmeiners, disastroso in bianconero ma convocato dall’Olanda. Ma il Mondiale sarà anche un’occasione per i grandi talenti in cerca di consacrazione. Ne sa qualcosa l’Italia, eliminata al playoff dalla Bosnia di Kerim Alajbegovic, 18enne fantasista del Bayer Leverkusen. Il giocatore non vuole restare in Germania ed è seguito da tanti club italiani, ma chiunque vorrà mettere le mani sul diamante bosniaco dovrà fare in fretta: un gol al Mondiale potrebbe far schizzare la valutazione, oggi intorno ai 30 milioni. Un discorso simile riguarda Esmir Bajraktarevic, 21enne ala offensiva bosniaca del Psv, autore di un partitone al playoff contro l’Italia. E se si pensa all’infelice percorso della Nazionale, viene in mente Antonio Nusa, 21enne stella della Norvegia e del Lipsia: è corteggiato da mezza Europa. Ma parlando di talenti pronti a esplodere, non si può non parlare di Gilberto Mora: il 17enne sarà il più giovane del Mondiale e rappresenta la principale speranza del calcio messicano.

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Attenzione, poi, ai diamanti nascosti nella rosa del Giappone. Un nome è quello di Keisuke Goto, 21enne centravanti di proprietà dell’Anderlecht, un altro quello del 25enne Kaishu Sano, instancabile centrocampista del Mainz, in odore di trasferimento in Premier League. Passando ai talenti sudamericani, nell’Ecuador fari puntati sul 19enne trequartista Kendry Paez, non intoccabile per il Chelsea, mentre tra le promesse africane che potrebbero mettersi in mostra sul mercato c’è sicuramente Ayyoub Bouaddi, 18enne centrocampista marocchino del Lille. Tornando all’Europa, gli appassionati di calcio dovranno prestare attenzione a Pavel Sulc, 25enne stella della Repubblica Ceca e del Lione, con cui ha segnato 11 gol in Ligue 1.

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