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Mondiali 2026, da Trump a Hollywood: perché questi Usa possono sognare

di Federico Strumolo domenica 14 giugno 2026

3' di lettura

Gli americani hanno scoperto il calcio. Prima la telefonata-benedizione del presidente Donald Trump al commissario tecnico Mauricio Pochettino, poi la grande prestazione sul campo, nell’esordio di Los Angeles, con il netto 4-1 sul Paraguay. Negli Stati Uniti, insomma, è nata una febbre da soccer. «Ho chiamato per dirti che sei un tipo fantastico, un fantastico allenatore. Penso che avete una buona chance di arrivare fino in fondo», le parole di Trump a Pochettino, in una telefonata resa nota dalla Casa Bianca stessa.

Negli Usa ci credono, a maggior ragione dopo la vittoria del debutto Mondiale, contro un’avversaria, l’Albirroja, non imbattibile, ma certamente temibile. Quella messa in scena dalla squadra di Pochettino, dopotutto, è una delle prestazioni più convincenti di questo inizio di manifestazione iridata, tanto in fase offensiva quanto difensiva. Certo, quella americana resta una formazione di seconda fascia, ancora lontana dalle grandi favorite per la vittoria finale, mala qualità della rosa e l’organizzazione messa in piedi dal commissario tecnico fanno sognare Washington.

PRESTAZIONE

Due dei protagonisti americani, tra l’altro, provengono dalla Serie A. Il frontman è Christian Pulisic, ala offensiva del Milan. I tifosi rossoneri saranno rimasti sorpresi dalla prestazione dell’americano contro il Paraguay. In 45’ minuti di Mondiale (è uscito all’intervallo per un problema al polpaccio: l’infortunio non preoccupa Pochettino) l’ex Chelsea ha fatto molto di più rispetto agli ultimi 6/7 mesi a Milano. Una rinascita che fa storcere il naso alla piazza rossonera: tutta colpa della (pessima) gestione di Massimiliano Allegri o l’americano si stava anche risparmiando in vista del Mondiale? L’altro elemento chiave “italiano” è Weston McKennie, tuttofare della Juventus. Definirlo centrocampista è riduttivo: si inserisce, pressa, crea gioco.

E poi c’è Folarin Balogun. Il centravanti a stelle e strisce ha giocato una grande partita contro il Paraguay, firmando una doppietta: bellissimo, in particolare, il secondo gol, con una conclusione all’incrocio dei pali dopo un grande movimento. Ma l’ottimo inizio di Balogun non rappresenta una sorpresa, semmai la conferma dopo la bella stagione vissuta al Monaco, impreziosita dai 19 gol stagionali. Un affare per gli Stati Uniti, poter contare sull’attaccante 24enne, soprattutto considerando che Balogun è americano per caso. È nato a New York, vero, ma i genitori - nigeriani - si trovavano lì semplicemente per trascorrere qualche giorno con dei parenti.

SICUREZZA

Al momento della partenza per tornare a Londra, dove vivevano e dove poi Folarin è cresciuto, la compagnia aerea li ha fermati, perché sprovvisti di un certificato medico che garantisse la sicurezza in volo perla madre incinta. Insomma, Balogun c’entra poco con gli Usa e ha raccontato di aver scelto la nazionale a stelle e strisce grazie ai tantissimi messaggi ricevuti dai tifosi americani, che gli chiedevano di vestire la maglia, a discapito, appunto, di Inghilterra e Nigeria. Ma dove possono arrivare gli Stati Uniti? Il passaggio del girone non sembra in discussione, a maggior ragione con il nuovo formato, che prevede la qualificazione anche di otto terze su dodici gironi complessivi. L’obiettivo di Pochettino è terminare il Gruppo D in prima posizione, superando, oltre al Paraguay, anche Turchia e Australia (i turchi di Vincenzo Montella rappresentano la principale minaccia). Ai sedicesimi ci sarebbe una terza classificata, mentre il tabellone prevederebbe poi un ottavo contro la prima del Gruppo G, di cui la favorita è il Belgio: un impegno complicato, ma non impossibile. Insomma, gli Usa possono puntare ai quarti, in cui ci sarebbe un pericolosissimo incrocio con la Spagna.

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