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Oggi alla Casa Bianca si fa a botte sul serio

Montato il ring nel giardino della residenza per l'incontro di arti marziali: Trump festeggia 80 anni e si consola per il suo nome tolto dal Kennedy Center
di Matteo Legnani domenica 14 giugno 2026

3' di lettura

Nel giorno in cui le lettere del suo nome sono state rimosse dalla facciata del Kennedy Center di Washington dopo una battaglia legale durata mesi, al termine della quale un tribunale federale ha stabilito che il nome del celebre teatro della capitale federale non potesse essere cambiato senza l’autorizzazione del Congresso, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha potuto consolarsi grazie alla sentenza del giudice distrettuale Amit Mehta, che ha dato il via libera definitivo all’evento di wrestling che si terrà stasera sul prato meridionale (South Lawn) della Casa Bianca per festeggiare i suoi ottant’anni.

Rispondendo a un ricorso, presentato nei giorni scorsi, che chiedeva di annullare l’evento, il giudice ha scritto che non era chiaro se le due persone che avevano intentato causa riguardo agli incontri della Ultimate Fighting Championship (Ufc) avrebbero subito un danno abbastanza concreto da legittimarli ad agire in giudizio contro l’evento.

I ricorrenti (due noti militanti politici anti-trumpiani della Virginia) sostenevano che l’utilizzo della Casa Bianca e del Lincoln Memorial come sfondo per gli incontri di lotta della Ufc infrangesse il regolamento del National Park Service (che ha la sovrintendenza sul terreno occupato dalla residenza presidenziale e relativi giardini) e che avrebbe procurato un indebito vantaggio economico alla società privata che organizzava l’evento.

Tuttavia, il giudice Mehta ha stabilito che i due non erano riusciti a spiegare esaustivamente in che modo i loro interessi prevalessero su quelli di tutte le altre parti coinvolte nella realizzazione del progetto. Trump avrà, così, la sua notte di lotta libera, sport del quale è tanto appassionato da essersi più volte recato di persona a seguirlo, anche durante i suoi mandati presidenziali. Nel 2007, quando era solo un famoso ed eccentrico palazzinaro di New York, fece notizia in tutti gli Stati Uniti per aver organizzato un combattimento (simulato) con l’allora proprietario della Wwe (l’altra lega di wrestling professionistico statunitense), Vince McMahon, che è poi passato alla storia come “La Battaglia dei Miliardari”.

E oggi il tycoon, a quanto risulta dai documenti ufficiali che attestano il suo patrimonio, è azionista della Ufc, oltre che amico di lunga data del suo proprietario, Dana White. I combattimenti di questa sera si terranno all’interno di una tensostruttura ottagonale, alta quasi trenta metri e dotata di tribune con alcune migliaia di posti, soprannominata “The Claw” (l’artiglio).

A Trump, l’idea di organizzarli in quella che sarebbe stata casa sua se avesse vinto le presidenziali, venne due anni fa quando, partecipando a una serata della Ufc al Madison Square Garden, fu accolto da applausi e da cori «Usa, Usa». A causa della sua collocazione in un’area particolarmente sensibile perla sicurezza nazionale, l’evento ha richiesto un anno di preparativi e il coordinamento di diverse agenzie governative tra cui, ovviamente, i servizi segreti.

La Casa Bianca ha promosso la serata come parte dei festeggiamenti per i 250 anni degli Stati Uniti, che saranno ufficialmente celebrati il prossimo quattro luglio.
Lo scorso anno, proprio nel giorno del settantanovesimo compleanno di Trump, erano stati invece celebrati con una parata militare nel centro di Washington i 250 anni dell’esercito americano.

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