La stagione è ancora lunga e davanti ci sono 15 gare, ma in Ferrari una riflessione potrebbe presto diventare inevitabile. Classifica alla mano, infatti, Lewis Hamilton oggi rappresenta la carta più credibile nella rincorsa al titolo mondiale. Dopo il successo ottenuto in Spagna, il britannico è salito al secondo posto nella graduatoria piloti, con 41 punti di ritardo dal leader Andrea Kimi Antonelli (156-115). Un margine importante ma ancora gestibile. Diverso il discorso per Charles Leclerc, che invece si ritrova già a 81 lunghezze dalla vetta, praticamente il doppio rispetto al compagno di squadra.
Per questo motivo a Maranello qualcuno potrebbe iniziare a chiedersi se non sia arrivato il momento di concentrare maggiormente gli sforzi sull'inglese. Non si parla necessariamente di ordini di scuderia immediati, ma di una gestione che tenga conto dell'andamento del campionato e delle reali possibilità di ciascun pilota. Il britannico di Stevenage, d'altronde, sta vivendo il suo periodo migliore da quando veste il rosso Ferrari. In Spagna ha centrato la prima vittoria stagionale, ma il dato che colpisce maggiormente è la continuità. Fin qui non è mai andato oltre il sesto posto e, oltre al trionfo di Barcellona, ha raccolto altri tre podi, restando sempre agganciato alle posizioni che contano.
Leclerc continua a essere una risorsa fondamentale per la squadra, ma il campionato inizia a delineare scenari piuttosto chiari. Se Ferrari vuole giocarsi davvero le sue carte fino alla fine, ogni scelta potrà pesare. E quando i punti iniziano a diventare preziosi, anche le gerarchie rischiano di assumere un'importanza diversa rispetto all'inizio dell’anno. Per ora nessuno parla apertamente di prima guida. Ma i numeri, spesso, anticipano discussioni che arrivano qualche settimana più tardi.