No, Jannik Sinner non ha mai preso parte alla Laver Cup, anche se alla competizione ormai da tempo prendono parte tennisti di primissimo livello. La ragione del rifiuto? Non gli conviene. Anche e soprattutto da un punto di vista economico.
La manifestazione che mette in competizione l'Europa e il Resto del Mondo è cresciuta esponenzialmente dalla sua nascita nel 2017. Negli anni hanno partecipato campioni del calibro di Roger Federer, Rafael Nadal, Novak Djokovic, Carlos Alcaraz e Alexander Zverev. Tra gli italiani ecco Fabio Fognini, Matteo Berrettini e Flavio Cobolli. Mai, invece, il numero uno del ranking ATP.
Una spiegazione ufficiale non è mai arrivata, ma le ragioni della scelta appaiono evidenti. La Laver Cup si disputa infatti subito dopo gli US Open e prima della tournée asiatica, una fase particolarmente intensa della stagione. Per un giocatore come Sinner, che punta ai tornei più importanti e alla gestione accurata delle energie, aggiungere un ulteriore impegno significherebbe ridurre il tempo dedicato al recupero.
A confermare che non esistono preclusioni nei suoi confronti era stato il CEO della manifestazione Steve Zacks: "Il modo in cui funziona il sistema è chiaro. Ogni anno vengono invitati i primi tre giocatori in base al Ranking ATP di ogni formazione. Abbiamo parlato anche con Sinner. Stiamo parlando con lui per le future edizioni e ci piacerebbero averlo. Ma a volte i programmi e gli impegni non consentono una presenza. I giocatori hanno bisogno di una pausa e a volta capita durante la Laver Cup".
C'è poi l'aspetto economico. La Laver Cup è considerata una prestigiosa esibizione, ma non offre a Sinner vantaggi tali da giustificarne la partecipazione. Il ragazzo di San Candido ha spesso evitato eventi non inseriti nel circuito, fatta eccezione per occasioni particolarmente remunerative. Per questo, almeno finora, ha preferito investire tempo ed energie nei tornei ufficiali, scelta che gli consente anche di concentrarsi sulla corsa ai punti ATP e sui grandi obiettivi stagionali.