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Sinner, Musetti spiazza tutti: "Se devo scegliere...", una racchettata su Jannik

di Lorenzo Pastuglia mercoledì 17 giugno 2026

2' di lettura

Lorenzo Musetti non ha dubbi quando si tratta di scegliere il tennis che lo affascina di più tra quello di Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Il confronto arriva in un momento in cui il carrarino è fermo ai box per recuperare da un infortunio che ha complicato la sua stagione e gli ha fatto saltare anche il Roland Garros: “Se devo scegliere il tennis più bello, direi quello di Alcaraz”, ha ammesso il toscano nell’intervista a L’Officiel Italia, sottolineando come lo spagnolo rappresenti per lui “il gioco più moderno e completo in questo momento”. Su Sinner, però, il giudizio cambia prospettiva ma non valore: “Jannik è qualcosa di impressionante” — ha spiegato — Incarna una forma di perfezione mentale, una lucidità che raramente si vede nel circuito”. 

Una differenza che, secondo Musetti, sta soprattutto nell’estetica rispetto all’efficacia: “Alcaraz ha più varietà, più fantasia — ha detto ancora il tennista di Carrara — Sinner è praticamente sempre dentro la partita, con uno standard altissimo che non cala quasi mai”. Due modi diversi di interpretare il tennis che, agli occhi del carrarino, rendono entrambi quasi fuori portata per il resto del circuito: “Quando sono al massimo, sono ingiocabili”.

Il discorso si allarga poi alla crescita del numero uno azzurro, che Musetti ha osservato con grande rispetto: “Sinner è quello che ha fatto il salto più evidente, ha aggiunto soluzioni e oggi è molto più completo rispetto a qualche anno fa”. Non manca infine un riferimento al rapporto umano nel circuito: “Con molti ragazzi del circuito, ho un rapporto vero, siamo cresciuti insieme e questo aiuta anche fuori dal campo”. Con Flavio Cobolli “siamo cresciuti insieme, siamo dello stesso anno e abbiamo avuto sempre un ottimo rapporto — ha concluso — Negli ultimi anni mi sono avvicinato molto a Lorenzo Sonego, a Matteo Berrettini. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Fabio Fognini, in realtà con tutti i componenti della Davis, Simone Bolelli, Andrea Vavassori, facciamo un bel gruppo". Insomma, è un ‘Muso’ a 360 gradi.

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