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Milan alla deriva, si cerca il Ds tra gli scarti: l'ultima pista

di Claudio Savelli giovedì 18 giugno 2026

3' di lettura

Come volevasi dimostrare, il Milan si sta accontentando di ciò che passa al convento. D’altronde se ti muovi a giugno, quando tutti i club hanno già iniziato a lavorare perla stagione successiva, e lo fai con la spocchia di chi pensa siano tutti lì ad aspettarti, ti ritrovi porte chiuse in faccia. E devi pescare ciò che rimane dalla cesta degli scarti. L’ultima comica è l’annuncio dell’allenatore (Amorim) avvallato da un direttore tecnico (Krösche) che non arriverà più perché Cardinale aveva raggiunto un accordo soltanto verbale. Dunque ora riparte la caccia al direttore, con una certezza: chiunque egli sia, dovrà impostare un mercato in ritardo e dovrà farlo con un allenatore che non ha mai visto in vista sua.

È impossibile trovare un direttore tecnico che conosce Amorim perché è già difficile, al 18 giugno, trovare un direttore tecnico. E proprio come per l’allenatore, non resta che andare su chi è libero e di grazia aspetta una chiamata. È il caso di Devin Ozek, tedesco di origine turche, giovanissimo direttore sportivo di 31 anni che ha fatto bene nel Bayer Leverkusen vincitore della Bundesliga due anni fa dove però non era direttore sportivo bensì una sorta di vice, e male ha fatto invece nel Fenerbahce alla prima esperienza da vero ds. Però è pur sempre considerato un prodigio del ruolo, lo scorso anno era il più giovane ds d’Europa. Ma soprattutto è svincolato ed essendo all’inizio della carriera, non avrebbe problemi a farsi guidare dalle direttive di Ibrahimovic, il quale nel frattempo continua il suo impegno full-time a Fox Sports come commentatore tranchant, vedi alla voce: «Haaland deve fare molto di più per raggiungere il livello di un fenomeno della natura come me».

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Il Milan si sta componendo di professionisti che gli altri club non hanno voluto. Di ultime scelte. Di scarti. È tale Amorim che non era nemmeno nella lista, tant’è che è stato proposto da alcuni intermediari e contattato per ultimo. E lo sarà il direttore sportivo. Il motivo è certamente il ritardo con cui Cardinale e Ibrahimovic si sono mossi, ma anche sulle modalità ci sarebbe molto da dire. I due si pongono infatti con la spocchia di chi pensa di rappresentare ancora il Milan che convince chiunque solo perché è il Milan. Non lo è più e in pochi sono disposti a lavorare in un club di fatto privo di assetto dirigenziale. E nessuna società cede i suoi professionisti a un club che parla direttamente con loro con la supponenza che si liberino dai contratti. Infatti all’Eintracht Francoforte, che ha appreso dell’accordo tra Krösche (che si sarebbe portato dietro anche il ds Hardung) e Cardinale dai media italiani, è bastato poco per far saltare il banco.

Il presidente del club tedesco, Beck, ha detto che hanno un contratto fino al 2028, ha fatto trapelare che solo in cambio di 10 milioni di risarcimento magari si poteva impostare una trattativa, e la questione è finita lì. Anche perché, in risposta, Cardinale avrebbe chiesto a Krösche di trovare un modo per svincolarsi dal club tedesco, e questi allora avrebbe detto qualcosa di simile a un “non esageriamo”.

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