In casa Milan la nuova stagione parte con più domande che certezze. Il raduno è fissato per il 12 luglio, la tournée estiva è già programmata, ma attorno alla squadra il quadro resta incompleto. C’è Ruben Amorim, c’è una data da rispettare, ma manca tutto il resto: dirigenza, ruoli chiave, linee guida sul mercato. Le uniche figure realmente operative al momento restano quelle legate alla proprietà, con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic al centro delle decisioni. Per il resto, il club è ancora in una fase di costruzione. E il tempo, come sottolineano anche ambienti vicini alla società, comincia a stringere.
La ricerca di un direttore tecnico e di un direttore sportivo continua senza esito. Anche il tentativo di riaprire contatti con l’Eintracht Francoforte per Krosche e Hardung non ha portato risultati. E pure altri profili sondati, come Thiago Pinto, oggi al Bournemouth, hanno declinato l’ipotesi di un ritorno in Italia. Nel frattempo — ricorda Il Giornale — resta sospesa la questione del nuovo amministratore delegato, figura chiave ancora assente dopo la fase di transizione che ha coinvolto Giorgio Furlani, chiamato a chiudere il bilancio prima del passaggio definitivo di consegne. Un vuoto che pesa, perché riguarda la guida complessiva del club.
Sul campo, intanto, si cerca di fare ordine tra rientri dai prestiti e giovani da valutare. Da Samu Chukwueze a Ismael Bennacer, passando per Yunus Musah, Filippo Terracciano e Warren Bondo, la rosa è ancora in fase di definizione. Anche i giovani della Primavera e del progetto futuro sono al centro di valutazioni in corso. Ma il tema che più agita l’ambiente inevitabilmente resta Rafael Leao. L’attaccante portoghese avrebbe ribadito la volontà di cambiare aria, ma al momento non risultano offerte concrete sul tavolo. Un paradosso che fotografa bene la situazione: un giocatore simbolo che vuole partire, ma senza squadre realmente interessate.