Jannik Sinner continua a riscrivere il tennis italiano e, dopo il secondo Wimbledon consecutivo, il confronto con Novak Djokovic non è più un semplice esercizio statistico. I numeri raccontano che il campione azzurro, a pochi giorni dal compimento dei 25 anni, sta viaggiando sugli stessi ritmi del serbo e, in alcuni casi, persino meglio. È da qui che nasce la domanda che accompagna il circuito: fin dove può spingersi il numero uno del mondo di Sesto Pusteria?
Il percorso costruito da Sinner ricorda per molti aspetti quello del fuoriclasse di Belgrado. Dalla dedizione assoluta al lavoro alla capacità di resettare dopo ogni punto, passando per una solidità mentale fuori dal comune e per un tennis sempre più completo. Negli ultimi anni, insieme a Simone Vagnozzi e Darren Cahill, l'altoatesino ha aggiunto un'arma decisiva: un servizio ormai tra i migliori del circuito, capace di fare la differenza soprattutto nei momenti più delicati.
A quasi 25 anni il bilancio è impressionante. Sinner ha conquistato 30 titoli Atp, compresi cinque Slam, proprio come Djokovic alla stessa età. Ha però già vinto due Finals a Torino, una in più rispetto al serbo nello stesso momento della carriera, oltre a due Coppe Davis. Nei Masters 1000 il confronto è praticamente in equilibrio: dieci successi per l'azzurro contro gli undici che aveva allora Djokovic. Anche la percentuale di finali vinte sorride a Jannik, superiore a quella del campione serbo.
Il successo a Wimbledon lo inserisce inoltre in un club riservatissimo: solo dieci giocatori nell'Era Open sono riusciti a difendere il titolo sull'erba londinese. Un'impresa che conferma il salto di qualità di un giocatore ormai competitivo su ogni superficie. Intanto Sinner apre la sua 80ª settimana da numero uno del ranking Atp, mentre Djokovic, alla stessa età, era fermo a quota 46. Con la stagione americana ormai alle porte e gli appuntamenti di Montreal, Cincinnati e soprattutto US Open, l'azzurro ha l'occasione di continuare ad allungare. Il paragone con Djokovic resta inevitabile. La differenza è che oggi, guardando i numeri, immaginare Sinner oltre il serbo non sembra più fantascienza.