"È la prima volta che mi capita una presentazione del genere in uno scenario del genere come un teatro che tra l’altro è il più antico al mondo. Sono in una società che è stata sempre in Europa. Squadra abituata a lavorare e sono fortunato a ereditarla da Conte. Sono stato spesso vicino al Napoli". Massimiliano Allegri è sorridente e non vede l'ora di iniziare la sua nuova avventura sulla panchina partenopea.
"Dobbiamo stare dentro tutti gli obiettivi sino a marzo. Questa è una città pazzesca. Ho sentito il calore della gente", dice Max. Che poi nega qualsiasi contatto con la Figc: "Mai". Tornando al Napoli, Allegri afferma: "Il calcio italiano è opinabile e imprevedibile. Abbiamo una rosa importante. Che ha vinto. Possiamo giocare con vari sistemi ma fatemi scoprire i calciatori, perché se ne può parlare solo allenandoli. La vera sfida è essere competitivi e sostenibili". Poi, una battuta su De Bruyne: "Direi che gioca benino, eh...".
Sulla sua esperienza al Milan, invece, Max non si sbilancia: "Non commento assolutamente le parole della proprietà ('un tecnico che gioca per vincere e non per non perdere' aveva detto Cardinale durante la presentazione di Amorim, ndr). Ripeto, posso solo ringraziare chi mi ha supportato in tutto l'anno. Poi purtroppo siamo dispiaciuti per il mancato obiettivo, ma inizia un'altra annata, bella da vivere, abbiamo tre competizioni e partiamo con grande entusiasmo".
Infine, un po' di precisazioni sparse: "Essere aziendalista lo ritengo un complimento, non un’offesa. Un allenatore deve gestire il patrimonio di una società. È stata la prima volta, tra Juve e Milan, in cui non sono entrato tra le prime quattro. Tra i portieri ci sarà gerarchia e il 30 maggio dovremmo aver raggiunto obiettivi e aver vinto qualche trofeo".